
NAPOLI – Pubblicato dal Coordinamento Comitato Fuochi un comunicato in cui si afferma un nuovo passo della lotta ambientale campana. Viene infatti annunciata l’organizzazione di un’assemblea pubblica in cui presentare, col supporto di legali ed esperti in materia, un ricorso alla Corte Internazionale dei Diritti Umani di Strasburgo per i reati ambientali e il conseguente biocidio verificatosi in Campania.
IL LUOGO PRESCELTO – L’assemblea è stata convocata per martedì 18 febbraio presso la sala conferenze ex Macello, in via Napoli, a Maddaloni. Le rivendicazioni di tutta la regione e dei due territori principalmente colpiti, napoletano e casertano, verranno coagulate nel luogo dove per ultimi i tentacoli del disastro ambientale di sono avviluppati. Risale al 12 febbraio, infatti, la notizia che presso Masseria Monti a Maddaloni siano state ritrovate duecentomila tonnellate di rifiuti da altoforno che pare abbiano inquinato irrimediabilmente la falda acquifera sottostante.
CHI PUÒ RICORRERE – Si legge nel comunicato che potranno accedere a questo ricorso «persone singole, congiunti di persone defunte, persone malate abitanti in zone limitrofe a siti inquinati, associazioni e comitati radicati sul territorio che abbiano concretamente agito per la tutela della salute delle persone e dell’ambiente». Per partecipare sarà necessaria una quota di 100€ per sostenere le varie spese necessarie e una modulistica che sarà consegnata a chi ne farà richiesta. Tutte le istanze dovranno essere dimostrate e la prima rotazione di ricorsi non potrà superare le ottanta unità.
UNA SPERANZA PER MOLTI – Dopo le attenzioni del Governo nazionale, anche se criticate, si apre un nuovo spiraglio per attivisti e vittime dello scempio ambientale campano. In molti dicono di confidare in questa iniziativa, che si configura come una vera e propria speranza di sostegno dei diritti di un popolo ferito.
Marco Coppola