“Stato contro Nolan”: quando il colpevole è fuori dall’aula

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di Violetta Luongo

NAPOLI – Al Teatro Bellini di Napoli, Alessandro Gassmann porta in scena “Stato contro Nolan – un posto tranquillo”, testo di Stefano Massini, in cartellone fino al 24 maggio. Uno spettacolo che assume la forma del processo, ma che in realtà mette alla sbarra qualcosa di molto più ampio: il rapporto tra informazione, paura collettiva e responsabilità sociale.Un delitto, la possibile speculazione di un giornale di provincia e l’ignoranza di un popolo diventano il cuore di una vicenda tesa, costruita su testimonianze, ambiguità e verità parziali. Gli imputati sono diversi, ma il vero colpevole sembra restare fuori dall’aula: forse è il sistema che trasforma la paura in consenso e la notizia in arma.La regia di Gassmann è asciutta, precisa, senza eccessi. Il tribunale diventa uno spazio morale, prima ancora che giudiziario, dove ogni parola pesa e ogni silenzio contribuisce a far crescere la tensione. Il merito dello spettacolo sta anche nella forza del cast, molto compatto e convincente.

Daniele Russo, nel ruolo del procuratore Miles, sostiene il ritmo processuale con autorevolezza e misura. Gaetano Bruno, avvocato Nathan, dà energia al confronto dialettico, mentre Mauro Marino, giudice Rutherford, conferisce gravità e ordine alla scena. Accanto a loro, Emanuele Maria Basso, Gaia Benassi, Davide Dolores, Giuseppe Gandini, Stefano Guerrieri, Alessia Santalucia e Angelo Zampieri costruiscono un coro di presenze credibili, mai decorative, ognuna necessaria a comporre il quadro della responsabilità collettiva.Particolarmente efficace Stefano Guerrieri nei panni di Herbert Nolan: non restituisce un semplice colpevole, ma una figura ambigua, inserita in un meccanismo più grande di lui, dove la colpa individuale si confonde con quella di una comunità intera.“Stato contro Nolan” è teatro civile, ma senza retorica. Non predica, non consola, non chiude davvero il processo. Lascia invece allo spettatore una domanda scomoda: chi è davvero responsabile quando l’informazione manipola la paura e un popolo smette di pensare criticamente? Al Bellini, Gassmann firma uno spettacolo rigoroso, intelligente e ben interpretato, capace di restare addosso anche dopo l’uscita dal teatro.

Redazione

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