L’Esasperatismo dell’essere

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È un percorso di vita espresso attraverso un’articolata sequenza di simbologie cromatiche quello rappresentato nella mostra personale del Maestro Rosario Mazzella, “Esasperatismo dell’essere” che sarà esposta dal 24 novembre al 6 dicembre presso il Centro d’Arte e Cultura “Il Bidone” di via Salvator Rosa, 159, a Napoli. Nella collezione in oggetto, l’immagine si vaporizza, e a proiettarsi sulla tela sono le emozioni, rendendo la figura del tutto superflua perché è sufficiente il colore, con i molteplici significati ad esso collegati e i segni che in esso s’incidono, per raccontare un sentiero di vita, dall’origine alla fine. Questo suggestivo percorso dell’esistenza umana, che ci propone il Maestro Mazzella, comincia dal bianco, a rappresentare la nascita, l’animo candido nel quale andFoto opera Mazzella giornaleranno ad imprimersi tutte le esperienze della vita, che in principio si presentano sotto forma di semplici emozioni, espresse dal giallo, il colore della purezza propria dell’infanzia. La nuova vita si evolve celermente, il bambino prende coscienza della sua presenza nella comunità, ed anche il colore per rappresentare questa fase più avanzata del suo sviluppo assume maggiore intensità e s’identifica nell’arancione. Il soggetto giunge dunque alla maturità, l’apogeo dell’umana parabola, forte della sua esperienza che ha ormai forgiato la sua personalità di uomo ora simboleggiata dal rosso. Trascorsa l’età del massimo vigore psicofisico, non tardano a comparire le prime tracce di un ineluttabile declino raffigurato dalle tonalità delle terre. Il ciclo si chiude, è nell’ordine naturale delle cose, la vita ha un’origine e una fine e questa, come l’ignoto che ci attende dopo la nostra esperienza terrena, è rappresentata dal colore nero. Cosa accadrà in seguito non ci è dato sapere, ma almeno auspicare, come si evince dall’opera Esasperatismo dell’essere, che completa la mostra e che presenta il bidone, simbolo del Movimento Culturale fondato dal Professor Adolfo Giuliani, nella sua metafora umana. Il Maestro Rosario Mazzella, che è tra i più autorevoli artisti aderenti, interpretando il pensiero più profondo dell’Esasperatismo coglie integralmente quell’idea di speranza che anima le opere realizzate per il Movimento, nel momento in cui associa all’immagine della fine anche quella della rinascita. All’apice della scultura troviamo una clessidra. Essa è per metà bianca e per metà nera, la simbologia cromatica della vita e della morte si ripresenta, ma la particolarità di quest’antico segnatempo è l’essere girevole.

 

Redazione

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