L’arte in vari aspetti in Le vie di Troisi sono infinite

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Il 2013, si annuncia ricco di rassegne, retrospettive, libri a lui dedicati e ispirati. Ma, e questo è già un evento di per sé, questa volta l’Università è arrivata prima. Con un seminario e un  libro. “Le vie di Troisi sono infinite” per la prima volta i testi di Troisi  vengono analizzati con gli strumenti dell’analisi testuale. E’ stato presentato al teatro Giancarlo Siani di San Giorgio a Cremano, il libro che intende tracciare un primo bilancio storico-critico della produzione di Massimo Troisi nei suoi molteplici aspetti: teatro, cinema, scrittura, lingua e gestualità. È questa la prima tappa di un percorso che il Comune di San Giorgio a Cremano, il “Premio Troisi” e l’Università degli Studi di Napoli Federico II intendono proseguire. L’evento è stato professionalmente  condotto dallo showman Enzo Calabrese ed ha visto la partecipazione dei curatori della pubblicazione, i professori di letteratura italiane l’Università di Napoli Federico II.  All’incontro sono intervenuti il sindaco di San Giorgio  a cremano. Domenico Giorgiano, l’assessore alla Pubblica Istruzione Felice Giugliano,  Luigi Troisi, fratello di Massimo, e gli allievi e docenti degli istituti “Pantaleo” di Torre del Greco e “Scotellaro e Urbani” di San Giorgio a Cremano e il Consigliere Comunale Pietro De Martino che tanto si presta per dar sempre vita al Premio Troisi e a eventi che riguardano la figura di Massimo,  il Premio ne è diventato per lui un evento che va oltre la rappresentativa, è per esso una creatura che anno per anno va perfezionata con accurata meticolosità e con il massimo della dedizione. Dichiara il Consigliere <<.. E  infatti da Gennaio si inizia a lavorare instancabilmente per il Premio settimana per settimana per far si che il nome di  Massimo Troisi se ne giova dai bambini ad adulti a livello nazionale sotto l’aspetto socio-culturale … >>, insomma le idee del Consigliere Comunale Pietro De Martino sono tante sulla figura dell’attore partenopeo il resto è solo disponibilità degli “ addetti ai lavori “ . A passarle in rassegna è Pasquale Sabbatino che ne traccia una interessante galleria critica. Raffaele La Capria coniuga l’insicurezza esistenziale “dei napoletani che si adattano all’italiano”  all’impossibilità di parlare, di Massimo Troisi””. Del carattere innovativo del Troisi cineasta, parla invece Valerio Caprara, soffermandosi sul ribaltamento degli stereotipi della napoletanità in “Ricomincio da tre” e “Scusate il ritardo”, i primi film che il critico cinematografico mostra di apprezzare moltodi più di “Non ci resta che piangere” che ne celebrò l’affermazione definitiva nel mondo del grande cinema. Col lavoro di Giuseppina Scognamiglio si ragiona sul ritmo drammaturgico della scrittura negli atti unici de la “Smorfia”, il gruppo che, insieme a quello di Massimo, fece da incubatore anche ai talenti artistici di Enzo De Caro e Lello Arena. Il risultato è un testo in cui si punta sulla carica espressiva della recitazione.

Redazione

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