Uno stupro in palcoscenico, fino a domani al teatro Tan di Piscinola

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Una scena dello spettacolo targato Serao

NAPOLI – La trama è dura come tutto il contesto, e narra di cinque giovani non ancora maggiorenni che violentano in un condominio una extracomunitariaAmira anche lei adolescente figlia della portinaia. Si tratta dello spettacolo il “Garage” di Marco Zanoni con la regia Lello Serao
Perciò lo spettacolo stesso avrà come luogo principale quel condominio di terrore e gli stessi membri, tra cui i genitori degli imputati e un avvocato. I parenti, anche nell’evidente torto dei figli, cercheranno di cambiare e trovare una versione più conveniente. I membri dell’assemblea si domanderanno se è giusto sostenere un vero processo, ma anche questo caso grazie alla figura del loro avvocato rivisitare  “dialettica e accomodante” a modo loro la legge, e il codice penale in caso di stupro. Un caso scottante, attuale e messo in scena al Teatro Area Nord di Piscinola, fino a domani, 8 dicembre.

DAI TEMI FORTI – L’originalità di questa rappresentazione, al di là dai momenti di reciprocità fra le persone, coinvolge lo stesso pubblico divenendo protagonista della recita.  Lo stesso autore ha dichiarato che “Garage” è una scissione d’insicurezza e agitazione di cinque persone che cercano di divincolare dalla loro coscienza e responsabilità delle proprie azioni.Un gruppo di annoiati e giovani borghesi abusa di una ragazza egiziana, i parenti dopo un’iniziale confusione fissano, all’interno di un garage, dove è presieduta una tragica riunione di condominio di cucire per sempre questo increscioso avvenimento con del denaro. Tutto questo mettendo da parte i sentimenti e alle ripercussioni psicologiche della ragazza. Misoginia, xenofobia, ipocrisia, vigliaccheria è ciò che troviamo nel copione testo di Marco Zannoni consegnato alla direzione di Lello Serao.

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Una scena di “Garage”

PAROLE E RACCONTO – Si è voluto scegliere una via più accomodante, dove la certa deviazione all’umorismo nero è in parte alleviata da due elementi fondamentali: la parole e  il racconto, senza tralasciare quella punta di enfasi. Serao definisce la limitatezza del piccolo palcoscenico dando luce a quasi tutti i personaggi, tra i quali si distingue ancora Paolo Cresta, e i giovani ‘’colpevoli’’ (Vincenzo Coletti, Vincenzo Esposito e Carlo Geltrude), che non sfigurano di fronte ai colleghi più esperti (Gianluca D’Agostino, Paolo Cresta, Marcella Granito, Patrizia Di Martino, Alfonso Capuano, Gennaro Piccirillo, Annalisa Renzulli). Nessun momento di musica nello spettacolo, unicamente mutamenti di luce e flash per scandire il passato e presente. Uno spettacolo che lascerà allo spettatore una verità che vuole essere oscurata dal finto perbenismo.

Antonio Iorio

Redazione

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