Vittima dell’incoscienza: Tiziana Cantone e il social-disastro

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di Simone Porpora

NAPOLI – Riavvolgiamo il nastro. E’ facile partire dalla morte di una donna di 31 anni che ha ancora tutta la vita davanti, è facile provare pietà e tenerezza davanti alla morte stremata dagli sguardi languidi delle persone che, incontrandola per strada, in ufficio, nel supermercato sotto casa, non vedevano più un essere umano, ma un video, anzi più video. Tiziana è stata vittima dell’incoscienza. Della propria incoscienza che l’ha spinta a riporre troppa fiducia nel genere umano, e dell’incoscienza della gente che troppe volte senza pensare ha aperto bocca. Ma la gente è crudele, la vita è una giungla, non è una novità. Tiziana è stata solo più sfortunata di altre ragazze. E’ passato più anno da quel fatidico momento in cui il cellulare di centinaia di ragazzi di Napoli e provincia è iniziato a squillare, a vibrare. Un messaggio: “Tizio ti ha inviato un video”. Inoltra. Pochi passi per rovinare la vita di una persona. I passi dell’incoscienza. E così cento, duecento, trecento ragazzi avevano quel video sul telefono, a macchia d’olio. E poi c’è il ragazzo che ha l’amico a Roma, lo ha inoltrato anche a lui. Cento, duecento, trecento messaggi. Anche Roma è invasa dall’eco di quel “Bravo”. Effetto domino. Tutta l’Italia conosce il nome Tiziana, il volto e la sua intimità. Tutti iniziano a conoscere anche la sua incoscienza, ma, incoscientemente ci passano sopra. Infondo è un video. Ecco che Tiziana scende per andare a fare la spesa, la ricarica, a prendere un caffè con la migliore amica. Si sente osservata e non sa nemmeno il perché, il cassiere la guarda in cagnesco mentre nella sua testa è già partito quel video. Arriva al bar e incontra l’amica. . Sgrana gli occhi quando l’amica gli mostra il video, ora sa perché si sentiva osservata. Inizia l’inferno. I primi articoli, le prime ipotesi : ,titolavano alcuni blog, alcune testate online.

UN ANNO DOPO – Nel silenzio Tiziana è andata avanti per un anno, le ha provate tutte. Ha provato a cambiare cognome, ha ottenuto la rimozione del video online dal parte del giudice. Ma è tata giudicata consenziente, ragion per cui è costretta a pagare la “modica cifra” di 4 mila euro. Ed ecco che nella quiete di Settembre torna ad echeggiare nelle piazze un nome familiare ai più. Tiziana ha tentato il suicidio a più di un anno di distanza dallo scandalo. La mamma l’ha salvata dai barbiturici. Passa una settimana e arriva la tragica scoperta. Tiziana si è impiccata con un foulard. E’ il 13 settembre 2016, sta volta nessuno è riuscita a salvarla. Ha deciso di tagliare la corda, di farla finita. Quella donna di 31 anni con tutta la vita davanti ha deciso di scappare. Continuare era troppo difficile, ha scelto la strada più breve, quella del suicidio. Vittima di se stessa, dell’incoscienza, della gente, vittima del tasto “inoltra”.

Redazione

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