“Segregazione di genere e differenze salariali nel mercato italiano”

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Presentato all’Unione Industriali Napoli il nuovo libro di Federica D’Isanto, Dottoressa Ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università “Federico II”.

“Segregazione di genere e differenze salariali nel mercato italiano”, Il caso delle organizzazioni non profit, si presenta come un saggio alla base di numerosi dibattiti sulla disparità di genere.Ad aprire la presentazione del libro, un’introduzione di Annamaria Schena, delegata dell’Unione Industriali Napoli, la quale ha sottolineato l’importanza del lavoro compiuto dalla Dottoressa per aver fatto emergere un dato importante: anche se le donne sono impiegate per lo più nei settori assistenziale e non profit, che sono più “democratici” degli altri nel mercato del lavoro, le disparità salariali per genere continuano ad esistere. Di seguito, l’intervento di Paola De Vivo, docente presso il dipartimento di Scienze Politiche di Sociologia Economica, Sociologia dell’Amministrazione, Politiche Territoriali e Governance delle Amministrazioni Locali. La Professoressa De Vivo ha messo in luce una delle cause alla base della disparità occupazionale e salariale, cioè la necessaria “doppia presenza” o “doppia occupazione”della donna. Una presenza domestica, che si cura della famiglia in senso materiale e affettivo e una presenza attiva nel mercato del lavoro. Dunque, la necessità di dedicare tempo sia all’una che all’altra attività, conduce le donne ad impiegarsi in contesti assistenziali, scolastici o che comunque richiedano un impiego per lo più part time.

Come ribadito dall’Assessore per le Pari Opportunità di Napoli Giovanna Del Giudice, si verifica una segregazione voluta nei nove settori autoselezionati dalle donne (scuola, pulizie, addette vendita, assistenza sanitaria e sociale, ristorazione, amministrazione, settore impiegatizio, non profit, turismo). Tale segregazione è voluta per un problema di educazione non più in linea con i tempi e con gli altri paesi europei, come suggerito dalla moderatrice Francesca Vitelli.

La Presidentessa dell’Associazione “Madrigale per Lucia”, dedicata alla studiosa partenopea Lucia Mastrodomenico, Maria Vittoria Montemurro, ha ricordato che, come evinto dal testo della Dottoressa D’Isanto, le donne sono maggiormente portate ad esercitare attività che comportino l’instaurazione di una relazione, poiché ciò comporta maggiore soddisfazione rispetto a un’occupazione che non ne realizzi, a dispetto di un salario superiore. La direttrice dell’U.O.C dell’Asl Napoli 1 ha inoltre ricordato i 4 cardini alla base dell’operato delle donne, soprattutto nella vita domestica, sono il metodo, la rigidità, la visione di insieme e la responsabilità, elementi che dovrebbero essere alla base di un buon governo, ma che di fatto non sempre vi sono. Quindi, i policy maker che sappiano fare delle politiche efficienti per lo Stato, avrebbero molto da imparare dalle donne e molte politiche da realizzare a loro favore.

“Un’ulteriore causa di tale segregazione è il limitato set di possibilità impiegatizie”, ha dichiarato il Direttore del dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Napoli “Federico II”. Un’educazione che non spinge le donne a studiare materie scientifiche, tecnologiche perché viste come appartenenti alla sfera maschili e un mancato input a cercare di rivestire ruoli dirigenziali di maggiore possibilità, crea dei muri difficili da scalfire. Più complessi da abbattere rispetto a quando i limiti sono posti solo dall’esterno della persona e non anche da una sfiducia interna della donna.

In seguito, il Professor Armando Vittoria, docente di Istituzioni Politiche presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università “Federico II”, ha egregiamente dimostrato quanto sia sconfortante che il settore non profit, per definizione un settore senza scopo di lucro, in cui la democraticità dovrebbe essere vissuta all’ennesima potenza, si presenta invece caratterizzato dalla stessa disparità salariale degli altri settori del mercato del lavoro italiano.

“Ciò avviene perché il non profit è un microcosmo del macrocosmo società italiana; dunque in quanto tale ne rispecchia le caratteristiche”, ha concluso il professore. Sull’onda di quest’intervento, la rappresentante UIL Isabella Buonfiglio ha ribadito l’importanza di una rieducazione scolastica non di tipo maschilista per alimentare l’aspirazione delle donne a ruoli tipicamente maschili e verticistici. L’autrice Federica D’Isanto ha concluso la presentazione compiendo un’acuta riflessione sull’efficienza delle politiche per le pari opportunità: “ Se non si verifica un momento di dialogo tra i policy maker e i cittadini, in questo caso le donne, come coloro che sono colpiti dalla discriminazione come i disabili, gli anziani e gli omosessuali, non si potranno instaurare strumenti efficienti come il bilancio di genere e non si potrà combattere con efficienza il segregazionismo, derivante dal  e producente  il precariato.

Stefania Moschini

Redazione

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