di Eva Martino
POZZUOLI – Si è svolta ieri sera, nella suggestiva cornice della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la manifestazione “Custodi della Terra”, un appuntamento che ha unito spiritualità, memoria e impegno civile per la difesa dell’ambiente e della salute nei territori più feriti della Campania. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Nuova Dicearchia con il sostegno dell’Osservatorio per la Tutela dell’Ambiente e della Salute (OTAS) e trasmessa in diretta da Campi Flegrei TV, ha richiamato cittadini, rappresentanti delle istituzioni ecclesiastiche, civili e militari riuniti in un’unica voce: quella di chi non si rassegna alla devastazione della “Terra dei Fuochi”.
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na serata di preghiera e di denuncia: la cerimonia si è aperta con la Santa Messa presieduta dal Vescovo di Pozzuoli e Ischia, Mons. Carlo Villano, insieme a Mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e don Tonino Russo, parroco di Santa Maria delle Grazie. Un momento di intensa partecipazione, durante il quale la preghiera è diventata anche denuncia civile: la fede come forza per non cedere all’indifferenza. A seguire il dibattito pubblico moderato da Giovanna Di Francia e introdotto dal Presidente OTAS Ciro Di Francia. Di Francia ha ricordato le ferite ancora aperte della Terra dei Fuochi, denunciando le bonifiche mai completate e i silenzi istituzionali che ancora pesano come macigni.
Le assenze istituzionali: hanno partecipato il Prefetto, S.E. Michele di Bari, il Commissario alle Bonifiche Gen. Giuseppe Vadalà, il Sindaco di Bacoli, Josy della Ragione, la vicesindaca di Monte di Procida, Marilù Marasco e l’assessore all’ambiente del comune di Quarto Filippo Celano. Grandi assenti il Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni e il Sindaco di di Napoli Gaetano Manfredi. “Custodire la terra non è solo un dovere spirituale, ma un impegno politico concreto,” ha commentato Giovanna Di Francia, presidente di Nuova Dicearchia durante il dibattito. “La forza di perseverare in queste manifestazioni ce la danno questi Piccoli Angeli che come ogni anno non mancano mai al consueto appuntamento che portiamo avanti da 13 anni”.
Le voci della speranza: i “Piccoli Angeli”: tra i momenti più toccanti, l’intervento dei “Piccoli Angeli”, un gruppo di bambini che ha letto poesie, cantato delle canzoni e rivolto delle domande ai relatori del tavolo durante il dibattito. Le loro parole, semplici e dirette, hanno riportato il tema della custodia del creato alla sua dimensione più autentica: quella delle nuove generazioni che chiedono un futuro libero da veleni e ingiustizie ambientali. “Vorrei inventare la macchina del tempo per tornare al momento in cui l’uomo ha avvelenato la Terra”, ha dichiarato Angelica, 9 anni, ricevendo un lungo applauso.
Tra memoria e impegno. L’intera serata è stata dedicata alla memoria di Lia Di Francia, donna coraggiosa e simbolo della lotta civile per la giustizia ambientale, scomparsa dopo anni di battaglie per la verità. Il suo nome è riecheggiato più volte come monito e promessa: non dimenticare, ma agire. Un appello che non deve restare inascoltato: l’evento si è chiuso con un invito corale alla responsabilità condivisa: quella delle istituzioni, della Chiesa, delle scuole, ma anche di ogni singolo cittadino. Perché custodire la Terra significa difendere la vita, la salute, la dignità di chi la abita e ciascuno deve fare la sua parte.