Vomero, in totale stato di abbandono la villa Floridiana

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La Villa Floridiana, costruita agli inizi del 1700, fu acquistata da Ferdinando I di Borbone nel 1915 in omaggio alla moglie morganatica Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia. Il parco è una scenografica alternanza di fitti boschetti e sinuosi sentieri, impreziositi da pini, lecci, siepi, platani, palme, e una ricca collezione di camelie. Ad arricchire l’atmosfera romantica del parco, finte rovine, statue e fontane in puro stile neoclassico.La villa ospita il Museo Nazionale delle Ceramiche Duca di Martina. Particolarmente suggestivo il Teatrino della Verzura, un originale e raro esempio di architettura del verde. Una delle ville più belle di Napoli, e inoltre unico polmone verde di un quartiere affollato come il Vomero, oggi non è accessibile a chiunque voglia godersi il verde e le bellezze del parco urbano.

Il degrado e abbandono regnano sovrano, il museo Duca di Martina è tenuto malissimo, le pareti esterne sono coperte da scritte oscene, le teche sono piene di polvere e l’ascensore non funziona da tempo. Nella sezione orientale i vasi sono pieni di cartacce e rifiuti. Le sedie dei guardiani sono vuote e non si scorge nessuno nei paraggi a vigilare i  beni preziosi del museo. Nei giardini esterni si cammina tra tappeti di cicche e cartacce e verde malcurato. Le panchine sono rosicchiate dal tempo, molte sono state divelte dai vandali. Resti di bivacco ovunque, cestini dei rifiuti straboccanti. Nessuno se ne occupa. Difficile raggiungere il Belvedere e i pochi turisti presenti devono muoversi in  un percorso pieno di ostacoli transenne, grate, gabbie e cartelli con  divieti. Un intero parco completamente ingabbiato, ridotto ad una breve passeggiata. Tanti spazi sono chiusi al pubblico. Il pericolo è reale molti alberi rischiano di crollare. Cosi  decidono di transennare invece di curare, si preferisce chiudere un pezzo di strada invece di intervenire con lavori di restauro .I soldi per la manutenzione non ci sono,i dipendenti sono pochi e fanno quello che possono.Manca personale per sorvegliare tutto il  parco, per fermare la mano di chi getta una carta a terra.Mancano anche i sorveglianti per l’ingresso pedonale, lato via Aniello Falcone. Nessuno controlla l’ingresso di balordi o rapinatori e i pochi Napoletani che si avventurano lo fanno a loro rischio è pericolo.

Non esiste un piano futuro per risollevarla e metterla al meglioma solo una lenta attesa che l’agonia che sta vivendo il parco si trasformi in decesso.

 

Antonio Iorio 

Redazione

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