Dopo The Farm il giovane scrittore campano Vincenzo Restivo, studente presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, torna a stupirci con un nuovo e interessante romanzo: L’abitudine del coleottero, edito dalla Watson edizioni.
Vincent è un ragazzo di 18 anni che vive ancora con spensieratezza la sua vita e si rifiuta di accettare la realtà che lo circonda, rifugiandosi così in un mondo fantastico, popolato da insetti variopinti e papaveri rosso sangue, in cui la sua immaginazione, ancora allo stadio infantile, non ha limiti.
L’abitudine è un romanzo di formazione, che descrive il brusco passaggio dalla fanciullezza alla maturità del protagonista, costretto a perdere la propria innocenza e a catapultarsi nella vita vera, che sembra essere più dura di quanto avrebbe mai potuto immaginare.
Vincenzo Restivo attraverso questa storia tratta con mirabile delicatezza e competenza temi difficili e purtroppo molto spesso ancora tabù per la nostra società, come l’omofobia, la pedofilia, l’eutanasia e le violenze domestiche.
Il titolo richiama naturalmente gli insetti presenti nel libro, infantile passione dello scrittore, che nel racconto rappresentano la più terribile ossessione di Vincent, ovvero la morte.
Il romanzo è nato dal desiderio di poter scrivere un racconto nuovo, che avesse a che fare con la famiglia e gli amici, temi cari all’autore. È infatti in preparazione un nuovo lavoro, che ancora una volta tratterà di uno scontro tra generazioni, nonché tra famiglie.
Magdalena Sanges