Secondo importante evento di arte contemporanea dello spazio espositivo Essearte di via Nilo: trentasette artisti si domandano cosa davvero sia vietato ai minori. Foto, scultura, proiezioni, installazioni in scatole tutte da scoprire.
Al primo piano dello storico palazzo che ospita il Real Monte Manso di Scala, in via Nilo 34, sta facendo parlare di sé, molto e bene ovviamente, la nuova collettiva organizzata dal gruppo Galleria Essearte, un giovane spazio espositivo nato il 25 aprile 2013 come idea concreta di incontro tra i Fratelli Scuotto e numerosi nomi importanti di artisti della scena contemporanea.
La Galleria Essearte ha lanciato una sorta di sfida ai suoi artisti, proponendo alle loro menti – in genere “liberamente ispirate” – di interpretare il tema “Vietato ai minori! Cosa oggi è davvero vietato ai minori?” costringendolo in contenitori a forma di cubo. Risultato: una successione regolare e scandita di scatole che ospitano il soggetto, l’idea, il concept realizzato da ogni autore, con le tecniche più diverse. Il contenitore deve in qualche modo costringere l’attenzione di chi osserva il suo contenuto e focalizzarla su di esso, sulla sua materialità, guidando occhio e mente a raggiungere il concetto voluto. E tutto è immerso nell’ambiente totalmente bianco ed asettico delle due sale della galleria, in cui si annulla la barriera rigida del museo per diventare esso stesso spazio aperto da colmare.
Trentasette sono gli artisti che hanno risposto, nomi importanti e conosciuti, ognuno con un linguaggio personale, hanno toccato temi davvero molto attuali scottanti ma di pura cronaca. Il livello artistico rimane sempre molto elevato, ma hanno potuto dimostrare come il fare arte possa essere anche occasione per sorridere, ironizzare e divenire una dimensione del quotidiano percepibile ed accessibile a tutti. L’arte è uno dei territori più liberi in assoluti e non ammette costrizioni e censure, qui diviene veicolo per esprimere – e forse soprattutto per denunciare – quanto oggi inquina menti e coscienze minorili (Je t’aime di Domenico Balsamo critica i concorsi di bellezza americani aperti alle minorenni, mentre Vietare vietare di Giuseppe Monda è un monito alle porte chiuse che spesso anche l’arte subisce). Il divieto cade spesso e subito su temi tabù quali la sessualità –argomento trattato in modo diretto nei soggetti delle opere – ma la collettiva apre la mente anche su realtà dannose che stanno infiltrandosi nella società come un cancro, proprio tra le generazioni giovani, e che secondo alcuni artisti invece andrebbero vietate.
“Questa scelta espositiva ha una suo valore e una sua essenza che ben sottolinea la forma mentis di Essearte: uno spazio gestito e organizzato dagli artisti e non da galleristi, che valorizzi soprattutto l’oggetto, l’opera risultato finale e concreto del legame tra l’idea e la mano creatrice” ci spiega Alba La Morra, collaboratrice del gruppo che gestisce Essearte, che ci ha accolto con grande professionalità e familiarità.
Del resto la Galleria stessa è figlia della tradizione artigianale dei Fratelli Scuotto, che da una forte esperienza di arte presepiale si sono cimentati in questa fortunata avventura realizzata in concerto di intenti con gli stessi artisti. Alcuni di loro, sperimentano la loro creatività, anche all’interno degli ambienti che affacciano il cortile dello storico palazzo, che si trasforma così in un nucleo pulsante ateliers artigianali.
Accanto ai cubi, è stato studiato anche uno spazio “personale” ad hoc per la fotografia nella seconda sala: sequenze di immagini e scatti d’autore racchiusi in un monitor a schermo piatto, quale “moderno cubo tecnologico” che ne fa da supporto. Tra le foto più intense e senza fiato, ci sono le interpretazioni del fotografo Sergio Siano.
Per la serie “scopri l’intruso”: l’opera d’arte – l’unica che può essere definita tale nel senso stretto e classico della parola – della bad girl Betty Bee. Tutt’altro, in realtà lei è la special guest della collettiva, che subito con entusiasmo ha risposto all’invito a far parte del progetto. Direttamente dalla Biennale di Venezia, arriva il suo contributo artistico e fa da intro al percorso, ovvio a modo suo: irriverente, ribelle, forte ma geniale e sprezzante.
La collettiva ha inaugurato ufficialmente venerdì 7 giugno 2013 con un vernissage pomeridiano e proseguirà almeno sino al 20 luglio, con probabile proroga. Già in cantiere un fitto programma di appuntamenti davvero a cui non è consigliato mancare.
Collettiva Vietato ai Minori
Apertura al pubblico: mar-sab. ore 11-13:30/ 16-18:30 o su appuntamento
Testo, intervista e fotografia a cura di Giovanni Postiglione