SCUOLA/ Chiuso l’istituto Cavour: amianto presente da 14 anni, trasferiti gli alunni

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Trasferiti 450 alunni ai Ponti Rossi

NAPOLI– Chiusa la scuola Cavour di via Nicolardi. L’assessore comunale all’Istruzione Annamaria Palmieri ha tranquillizzato i cittadini sul rischio amianto nelle scuole. Gli studi effettuati nel 2000 saranno ripetuti a breve per scongiurare il rischio che pannelli abrasi possano sprigionare nell’aria particelle di amianto pericolose. Le istituzioni chiedono pazienza ai genitori in protesta a causa del trasferimento dei 450 alunni alla succursale Novaro ai Ponti Rossi.

LE DICHIARAZIONI DELL’ASSESSORE– «Lo studio del 2000, che è agli atti della Municipalità, ha segnalato che in questi pannelli vi era la presenza di amianto. Ma veniva anche segnalato che si trattava di materiale del tutto innocuo perché non c’era stata dispersione nell’aria. E’ ovvio che noi dobbiamo ripetere innanzitutto quelle perizie, perché dobbiamo essere sicuri che non ci siano dispersioni di materiale pericoloso. E’ ovvio che a questo punto si vada su due strade: la prima è la riqualificazione dell’intera struttura, la seconda è l’acquisizione di tutta la documentazione che riguardava non solo quella scuola ma anche altre scuole, con l’attivazione di controlli a 360 gradi. Ai genitori – continua l’Assessore – dico che noi siamo attivi e che li informeremo tempestivamente sugli sviluppi della vicenda, dico loro di non sviluppare allarmismi».

IL PROBLEMA DEL TRASPORTO – Chiede pazienza l’Assessore in merito alla spinosa questione del trasporto scolastico: «Purtroppo la soluzione molto fantasiosa, e per certi versi utopistica, di creare un trasporto di pulmini ad hoc non può essere presa in considerazione. Richiederebbe un ingente sforzo economico ed una gara, si arriverebbe ad avare gli autobus dopo la chiusura estiva delle scuole. E’ molto importante che i bambini riprendano subito le lezioni, spero che la preside dell’altro plesso si stia organizzando. Io la spingerò e la supporterò in tal senso».

MUNICIPALITA’ SOTTO ATTACCO «Il compito delle istituzioni – continua l’Assessore –  in questo momento è non agire come se fossimo soltanto dei cittadini. Lo siamo naturalmente, siamo cittadini e siamo da parte della cittadinanza, ma allo stesso tempo non dobbiamo dimenticare che siamo anche le istituzioni e il nostro compito è metterci al servizio dei cittadini, praticando tutte le soluzioni necessarie. Sta alla presidentessa della municipalità quindi, che dirige i servizi, farci avere tutte le relazioni tecniche, oltre a un progetto, che consentano di tranquillizzare ulteriormente la platea per il futuro».

LA RISPOSTA DEI CONSIGLIERI Sono sconvolta – dichiara la consigliere Laura Bismuto di “Napoli è tua” – dal comportamento e dalle posizioni prese in consiglio da alcuni consiglieri e da alcune mamme in merito alla chiusura della scuola Cavour. Io da mamma avrei fatto un plauso a chi ha avuto il coraggio di chiudere la scuola per la tutela della salute dei miei figli. Invece la preoccupazione maggiore, almeno di una parte delle mamme presenti oggi in municipalità, pare sia lo spostamento fuori platea. Il disagio è enorme, ma il problema va affrontato puntando a preservare innanzitutto la salute dei bambini. Solleciteremo la Regione Campania affinchè metta subito a disposizione del Comune i fondi del Decreto del Fare, stanziati proprio col fine di mettere in sicurezza tutte le strutture pubbliche in tema di amianto».

18 MILIONI – Sullo stesso tono le dichiarazioni di Gennaro Acampora, consigliere del Pd. «Il Parlamento Italiano con il “Decreto del Fare” ha stanziato 18 milioni di euro per questo genere di interventi. La Campania è la prima Regione per la quantità economica ricevuta. Adesso con la maggiore celerità possibile bisogna accertare la pericolosità dell’amianto presente nella scuola, spingere per procedere a gara e progettazione per l’intervento da attuare nella scuola e in ultimo, sul piano organizzativo, coinvolgere tutti gli altri plessi scolastici ed i suoi dirigenti, per provare a trovare soluzioni quanto più comode possibili per permettere anche in sedi diverse, il continuo delle attività didattiche dei Ragazzi».

Antonio Folle

Redazione

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