Chiusura della pizzeria Brandi: i proprietari smentiscono: «Non stiamo fallendo»

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La pizzeria che dette i natali alla famosa Margherita

NAPOLI– I proprietari della storica pizzeria Brandi hanno categoricamente smentito le voci che si stanno diffondendo in questi giorni in merito a un vicino fallimento dell’attività aperta sin dal 1780. Pur non nascondendo le difficoltà che hanno portato a mettere 11 dei 29 dipendenti in cassa integrazione, situazione peraltro comune a quasi tutte le attività commerciali a causa della crisi, i proprietari hanno voluto rettificare alcune dichiarazioni male interpretate.

LA CRISI – La non favorevole congiuntura economica riguarda quasi tutte le attività di commercio. La crisi in questi periodi ha messo in ginocchio attività storiche, come la libreria Guida, il cinema Arcobaleno e in ultimo il noto marchio di abbigliamento vomerese “Il bagaglino” che vantava 80 anni di attività. Probabilmente la psicosi da chiusura di attività storiche è stata alla base dell’amplificarsi delle voci incontrollate che hanno costretto i gestori della pizzeria Brandi a smentire tutto.

LA SMENTITA«Per molto tempo – dichiara Edoardo Pagnani, uno dei gestori del locale – abbiamo avuto personale sovradimensionato, si parla di 29 dipendenti. Sono ormai tre anni che dobbiamo fare i conti con la perdita annuale di circa il 30% sul volume d’affari dell’anno precedente. Se si somma per i tre anni si arriva a qualcosa di veramente spropositato. Purtroppo a causa di questo ci siamo visti costretti, nostro malgrado, a mettere 11 dei 29 dipendenti in cassa integrazione. Il continuo aumento delle tasse, del costo dell’energia e delle materie prime non ci ha permesso di fare altrimenti. Se si pensa che per l’anno 2012 abbiamo ricevuto una tarsu da 6000 euro e che nel 2013 abbiamo ricevuto una tares da 13.000 euro, si capisce la portata del nostro problema. A questo va aggiunto che Napoli non gode di flussi turistici costanti, ci sono periodi di magra che rischiano di compromettere i periodi di lavoro. Tutto questo però non significa che siamo sull’orlo del fallimento, come si sta dicendo in questi giorni. Abbiamo, d’accordo con i nostri consulenti, deciso che non era più possibile avere due turni completi a pranzo e a cena, e quindi abbiamo deciso di aprire solo a cena nel periodo infrasettimanale, tutta la giornata di sabato e solo per il pranzo la domenica. Alcune dichiarazioni sono state notevolmente ingigantite. Anzi – aggiunge Pagnani – noi stiamo lavorando per cercare quanto prima di reintegrare il personale che abbiamo dovuto mettere in cassa integrazione. I provvedimenti che abbiamo preso sono  serviti ad evitare di finire come altre attività storiche di Napoli». Pagnani non nasconde, però, una certa soddisfazione per la mobilitazione che in questi giorni si sta sviluppando in favore della pizzeria Brandi e degli altri marchi storici: «Ci teniamo a ringraziare quanti in questi giorni si sono mobilitati in favore della pizzeria Brandi. Questo ci rende enormemente felici perché significa che nella nostra città godiamo ancora del credito dei nostri concittadini. Mi sento di aggiungere – conclude – con discreta serenità che anche se abbiamo dovuto mordere il freno non siamo assolutamente sull’orlo del baratro».

 

Antonio Folle

Redazione

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