di Violetta Luongo
NAPOLI- Al Teatro Mercadante, va in scena uno spettacolo che non cerca scorciatoie: entra diretto nella materia viva della parola e della memoria. Mariano Rigillo, affiancato da Anna Teresa Rossini e diretto da Leonardo Petrillo, restituisce Ezra Pound alla sua dimensione più autentica, quella dell’arte pura, spogliata dal rumore della storia ma mai del tutto separata da essa. Rigillo domina la scena con una presenza che è insieme corpo e pausa, voce e silenzio. La sua interpretazione non è mai declamatoria: è piuttosto un attraversamento.
EZRA POUND – Pound emerge come figura fragile e potentissima, un uomo sospeso tra genio e contraddizione, restituito attraverso una gestualità misurata, quasi scarnificata, che lascia spazio al peso delle parole. E proprio nel silenzio, nelle sospensioni, si avverte la cifra più alta dell’attore: quella capacità rara di dire senza pronunciare. Anna Teresa Rossini accompagna e bilancia, senza mai invadere, costruendo un dialogo scenico che è più evocazione che narrazione. La regia di Petrillo sceglie una linea essenziale, quasi ascetica, evitando ogni tentazione didascalica. Ne nasce uno spazio teatrale che non rappresenta, ma suggerisce: un luogo mentale prima ancora che fisico.Il risultato è uno spettacolo che non si concede al pubblico con facilità, ma lo invita a entrare, lentamente, nel ritmo della poesia. Non c’è compiacimento, né ricerca dell’applauso immediato. C’è, piuttosto, un atto di fiducia nella parola e nel teatro come esperienza interiore. Fino al 25 aprile, al Mercadante, questo “Pound” non è solo uno spettacolo: è un esercizio di ascolto. E, in tempi rumorosi come i nostri, è già molto.