QUARTO/ Da vittime a carnefici, le donne nel romanzo criminale dell’onorevole Bossa – LE FOTO

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2014-03-17 18.37.22
Un momento della presentazione del libro a Quarto

QUARTO- Donne spinte a delinquere dalla società, vittime divenute carnefici, assassine, obbligate a svendere i propri corpi e a farsi di giustizia da sole. Sono le protagoniste di cinque storie vere raccontate nel libro dell’onorevole Luisa Bossa. Si tratta del primo romanzo per la Bossa ispirato a storie di Ercolano città che l’ha vista sindaco per 10 anni. Volume presentato al circolo PD di via Pietra Bianca a Quarto.

PRIMAVERA DELLA CULTURA- La presentazione dell’On. Bossa fa parte di un ciclo di 3 incontri della “Primavera della cultura” organizzato dal PD in tutta Italia. I prossimi due si svolgeranno uno ad aprile e uno a maggio, sempre presso i circoli PD locali di tutta Italia. Come ha spiegato Anita Pieride, segretaria del  PD di Quarto «la Primavera della cultura è stata realizzata a livello locale per dimostrare una partecipazione alla politica della cittadinanza, soprattutto femminile e di cui io, come segretaria ne sono il simbolo. Le donne devono essere partecipi in politica per tutelarsi e combattere la disparità di genere per uscire dai soliti ruoli imposti dalla società». Questi eventi sono frutto di una riflessione che, come ha dichiarato l’On. Bossa «rende ponderante l’incontro tra deputati e cittadini, nel corso di un periodo storico in cui lo spot “Tolleranza 0” dell’ex ministro Maroni è stato sostituito da “Ignoranza 0”, soprattutto nel Sud Italia». Attraverso l’operato delle associazioni locali e gli investimenti di Stato si cerca di alfabetizzare quanta più popolazione possibile, in particolare donne come quelle protagoniste del romanzo in questione che, a causa dell’ignoranza si fanno soggiogare da usurai, camorristi e uomini violenti.

IL ROMANZO CRIMINALE- Il romanzo presenta 5 storie vere di cinque donne che sono state concittadine dell’On. Bossa durante i suoi 10 anni da sindaco. Si tratta di «storie in cui la donna, sull’orlo del baratro,  riesce a riscattarsi grazie all’istinto», ha dichiarato l’autrice. Una soluzione al senso di solitudine dovuto alla distanza delle istituzioni è conferito da associazioni come “Libera contro le mafie”, di cui Carmen Del Core ne è stata portavoce alla presentazione, ha detto: «Le donne che fanno parte dell’associazione sono madri, mogli, figlie che hanno perso parte di se stesse e della propria famiglia a causa della camorra. E’ importante ricordare queste vittime il 21 marzo per squarciare il velo di omertà che impedisce a tante vittime di reagire e in maniera legale, contro i soprusi dei mafiosi. “Donne in carne e ossa”è in grado di graffiare le coscienze in questo senso e di farci riflettere sull’importanza della famiglia e dell’istruzione».

Stefania Moschini

Redazione

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