di Marco Coppola
NAPOLI – Oltre duemila gli attivisti che si sono mobilitati oggi in piazza a Napoli per il presidio e il corteo in difesa del popolo palestinese cui hanno aderito cittadini, movimenti e associazioni. L’appuntamento era in via Toledo dove per circa un’ora è stato istituito un presidio di solidarietà alla Palestina in cui non è mancato il dibattito e il confronto sull’analisi della situazione attuale. Striscioni, volantini e discorsi si incentravano sulla necessità da parte della comunità internazionale di denunciare e opporsi alla barbarie che sta sterminando un intero popolo.
IL CONFLITTO NON RACCONTATO – In tanti sono i manifestanti che si concentrano sulle parole del ministro israeliano Netanyahu: «Il cessate il fuoco non è in agenda». Ciò lascia stupiti i presenti che hanno ancora una volta sentito forte la necessità di urlare davanti si media presenti dei più di cento morti e delle centinaia di feriti che i continui bombardamenti dell’operazione dell’esercito israeliano denominata “Bordo Protettivo” ha causato. Per questo in piazza i cori sono tutti contro “l’unica democrazia del Medioriente” e la pulizia etnica che sta perpetuando.
IL CORTEO – Al termine del presidio le voci di cori e delle denunce si uniscono nella lunga fila del corteo. Centinaia le bandiere palestinesi presenti in piazza e tantissimi gli striscioni e i cartelli esposti inneggianti alla libertà della Palestina. Ciro Brescia, attivista dell’associazione Nuova Alba racconta: «siamo qui oggi a dichiarare la nostra opposizione alla pulizia etnica che Israele, nell’inerzia complici dei paesi occidentali, sta portando avanti in Palestina. Sosteniamo inoltre i compagni dell’International Brigades Unadikum che si stanno battendo contro gli attacchi israeliani a pescatori, contadini e civili palestinesi. Oggi la risposta delle persone presenti deve far pensare e mettere al centro dell’attenzione internazionale questo massacro».
L’ARRIVO A PIAZZA PEBLISCITO – In prima linea, una volta giunti in piazza Plebiscito, il presidente della comunità palestinese, Shafik Kurtam, racconta: «Vi ringrazio per essere stati così solleciti e presenti a questa manifestazione, dalla prima impressione sembra che abbia avuto un grande successo. Credo che la Palestina meriti una solidarietà così importante così come la città di Napoli sta degnamente esprimendo la sua solidarietà e il suo appoggio alla Resistenza palestinese. Oggi è l’ottavo giorno di attacco barbaro dell’esercito italiano contro la striscia di Gaza. È una rappresaglia degna di uno stato mafioso per cui il popoli gazawi non si piegherà né ora né mai a questa logica di ricatto – continua il presidente circondato da giovani che inneggiano alla resistenza – siamo arrivati qui perché volevamo incontrare il prefetto o qualche suo rappresentante, per chiedere di intervenire presso il ministero degli esteri affinché portino la loro solidarietà al popolo palestinese e revochino i trattati di cooperazione militare con Israele e la fornitura di armi che Israele usa per uccidere civili, donne e bambini – conclude Shafik Kurtam – vogliamo il ritiro dell’esercito e lo stop all’occupazione della Palestina, per permettere al nostro popolo di dare un futuro ai nostri bambini e dargli una vita finalmente dignitosa e in pace. Non fatevi imbrigliare dalla mala informazione e da quello che vi raccontano i media occidentali. Onore alla Resistenza palestinese».