Nascondeva cocaina nel pannolone della mamma, arrestata donna pusher

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di Vincenzo Vinciguerra

NAPOLI – Aveva messo su un vero e proprio bazar della droga. La donna, Patrizia Chiavarone 51enne specializzata nella vendita di cocaina, si serviva di una copertura insospettabile costituita da una parente, la mamma, convalescente a letto, nascondendo nel pannolone della stessa la cocaina che era solita smerciare, anche a giovanissimi, in orario serale. L’attività, infatti, essendo estremamente lucrosa, avrebbe permesso alla donna di servirsi di un piccolo esercito di giovanissimi che, battendo le vie adiacenti di via Brindisi, in zona Vasto, si offrivano nel procacciare potenziali clienti e fungere da pali nel caso fossero avvistati degli agenti di Polizia.

falchi
Falchi in operazione

LE INDAGINI – Così che gli uomini della VI sezione Falchi di Napoli, iniziano un intervento di controllo in zona nella serata di venerdì, giorno propizio perché, come risaputo, nei weekend si registra la maggiore vendita di stupefacenti. Al fine di monitorare con precisione la zona, i Falchi utilizzano un plesso scolastico nelle vicinanze. Richiesta l’autorizzazione al dirigente dell’istituto, nelle prime ore pomeridiane di venerdì gli agenti diretti da Fausto Lamparelli e coordinati da Michele Salemme iniziano gli appostamenti. Calate le prime ombre della sera, notano un andirivieni di persone, a piedi o più di frequente in moto, a volte accompagnati dalla stessa persona, avvicinarsi al basso del civico 29 di via Brindisi. Una donna nel terraneo, viene contattata per lo scambio, soldi in cambio di un piccolo involucro. Alla fine dell’operazione la donna ritorna in casa mentre il cliente si allontana in tutta fretta. Gli agenti della Questura di Napoli da subito notano che uno dei giovani che conduceva probabili clienti al basso era Rodriguez Anjelo De Jesus classe 94, dominicano arrestato già dagli uomini della polizia giudiziaria il 13 gennaio di quest’anno per fatti di droga.

IL MODUS OPERANDI – Intanto il viavai si infittisce tanto che i Falchi ritengono opportuno rompere gli indugi ed intervenire per interrompere quella che ormai, in maniera palese, era una vera e propria attività di spaccio di droga. Nell’irrompere in strada, lo stesso Rodriguez, resosi conto della presenza degli uomini della VI sezione della Questura di Napoli, emette un lungo fischio e poi si dà alla fuga riuscendo a dileguarsi per le vie limitrofi. Nel contempo, i poliziotti bussano alla porta della donna che, in un primo momento tardava nell’aprire, poi si è presentata sull’uscio mostrandosi infastidita ed estremamente nervosa asserendo che stavano disturbando una persona malata. Nell’affermare ciò, mostra stesa sul letto un’anziana donna. Nonostante alla 51enne le venisse detto il motivo del intervento, la donna non risparmia offese e ingiurie agli agenti, il tutto davanti ad alcuni curiosi che si erano apprestati nelle vicinanze. Gli uomini della VI sezione di criminalità diffusa avendo riconosciuto la donna come colei che effettuava gli scambi di droga e soldi, entrano nell’abitazione e, affiancati da personale femminile giunto sul posto, effettuano una perquisizione personale nei confronti della donna, perquisizione che viene estesa all’intera casa.

DOVE NASCONDEVANO LA COCAINA – Proprio vicino alla persona anziana, all’interno di un tubetto di plastica con su scritto “vitamine multicentrum”, sono stati trovati e sequestrati 23 involucri in cellophane trasparente al cui interno era contenuta cocaina per un peso complessivo di 11 grammi. Altri 6 involucri contenenti la stessa sostanza, sono stati ritrovati nascosti all’interno di un contenitore trasparente, simili a quelli che si usano per conservare delle pillole, nascosto sotto a pannoloni per persone incontinenti sistemati vicino alla paziente. Inoltre, all’interno di due borsette e di una scatolina di alluminio scoperte banconote di piccolo taglio per un ammontare totale di 2mila euro evidente provento dell’attività di spaccio. La donna viene arrestata e condannata a 18 mesi di reclusione con rito direttissima.

DEVIANZA FAMILIARE – Ma la storia non finisce qui. La questione è familiare, tanto da indurre la sorella della donna arrestata, Michela 66enne, a presentarsi fuori alla Questura e continuare ciò che era stato interrotto alla sorella: inveire contro gli stessi agenti con frasi ingiuriose e volgari. Alle parole seguono i fatti e la 66enne colpisce i poliziotti. Solo successivamente e con viva forza la donna viene bloccata e condotta anche lei in Questura. Condannata a 2 anni e 8 mesi di carcere con obbligo di firma. Intanto gli agenti, per i colpi subiti, sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche presso il pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini, a loro sono state riscontrate lesioni guaribili in sette giorni.

Redazione

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