NAPOLI – Un tuffo nella scienza del futuro, in un luogo ricco di richiami dal passato come le cave di tufo dell’affascinante sottosuolo napoletano, per suggerire l’incontro tra la ricerca mirata alla produzione di nuovi materiali e l’alchimia, disciplina antica, antenata della chimica. É l’ambientazione di Materica la mostra di fotografia scientifica degli scienziati Michela Alfè e Mauro Caccavale, rispettivamente sismologo e chimico del CNR e artisti al tempo stesso che nel 2011 hanno fondato il collettivo O-ring Art Studio con l’intento di conciliare il punto di vista scientifico con quello artistico.
MOSTRA FOTOGRAFICA – In esposizione fino al 19 ottobre presso la sede della LAES-Napoli Sotterranea (in via Chiaia, 216) venti scatti in formato 55×55 di materiali di ultima generazione di fondamentale interesse per l’ambiente e l’energetica i quali, nonostante il rigore scientifico delle didascalie, giocano con l’immaginazione provando a suggerire nuove visioni, anche estetiche, della ricerca di frontiera. Così, in una sorta di vetrini da laboratorio, si può osservare un film ultrasottile di materiali biocompatibili fatti di melanina e grafene, frutto della ricerca di frontiera, che ricordano una mappa geografica tridimensionale, quasi una linea di costa vista dal satellite. I residui della combustione incompleta del petrolio, il carbon black, ripresi in maniera opportuna, suggeriscono la visione di un cielo stellato e i gel utilizzati per veicolare farmaci attraverso i cerotti, assumono i riflessi abbaglianti dell’oro.
CHIUDE FUTURO REMOTO – Un lavoro che ben si inserisce nel tema della ventinovesima edizione di Futuro Remoto dedicato, per l’appunto, alle frontiere. Un’esplorazione che comincia con una discesa nel sottosuolo, alla ricerca dei richiami simbolici che i risultati di un lavoro scientifico apparentemente freddo e razionale, possono suggerire.