Il primo passo della missione RiapriAmo le Chiese Chiuse – Adesioni, sensibilizzazione e l’attesa di una nuovo dialogo con la Curia

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Napoli – Prime conquiste per l’iniziativa Riaprimo le Chiese Chiuse di Napoli. Associazioni Culturali e Comitati cittadini aderenti: “Uniti insieme per costruire con le Istituzioni un nuovo incontro. Affidateci le chiese chiuse. Siamo pronti a farle rivivere”.

 

Bardati con un simbolico gadget a forma di chiave, Associazioni Culturali e Comitati Civici hanno stanziato sabato mattina 26 ottobre in largo Donnaregina con la speranza di poter cominciare un nuovo dialogo più fruttuoso e concreto con la Curia per la salvaguardia del Patrimonio Chiesastico in rovina (leggi articolo). Il senso del sodalizio pacifico si è riassunto nella richiesta di riformulare il bando di accesso all’adozione e al comodato d’uso degli edifici di culto con modalità burocratiche più accessibili, con una maggior fiducia nei loro progetti e con l’abbattimento di pregiudizi di natura economica.

 

LA VOCE DELLE ASSOCIAZIONI. Il dott. Antonio Pariante, presidente del Comitato Civico Portosalvo è soddisfatto dei consensi raccolti e ricorda la memoria di Umberto Bile, curatore dei Girolamini scomparso la scorsa estate: “A lui vogliamo dedicare questa manifestazione, perché da tempo aveva già segnalato questa emergenza e l’aveva condivisa sostenendo con amore la campagna a favore della Chiesa dei Gerolamini”.

 

Il dott. Silvano Barrella presidente di AssoStato, conferma la totale disponibilità della sua associazione: “Tante associazioni non hanno neanche una sede fissa o pagano elevati costi di affitto per ottenere una struttura in cui lavorare. Avere in affidamento una chiesa può rappresentare per noi anche un’occasione di partenza per organizzare meglio eventi, concerti, riunioni e per abitarla veramente”.

 

Con le idee chiare il dott. A De Martino, presidente di Mani e Vulcani che reputa inconcepibile la pretesa di dei costi di restauro e di un ritorno economico al proprietario del bene ecclesiastico: “Il ripristino delle strutture in degrado è una competenza specifica delle imprese di restauro, non nostra. Quello che possiamo garantire è una manutenzione ordinaria, una fruizione costante e una valorizzazione con eventi, visite guidate e quant’altro già sappiamo fare bene”.

 

LA PAROLA AI GIOVANI. Il dott. Andrea Pugliese, presidente di Obiettivo Arte estende il problema: “Non è solo la Curia. Anche il Comune spesso ostacola la fruizione di alcune chiese, anticipando orari di chiusura per mancanza di personale. Questo causa danno agli eventi di turismo sociale. Noi possiamo fornire personale di ricambio per far sì che le visite guidate non siano più limitate e che i turisti non si demoralizzino di fronte a portoni off limits. C’è bisogno anche di smussare la mentalità ostruzionista e paurosa di alcuni parroci che stentano in slanci di fiducia”.

La dott.sa Pamela Palomba, presidente di Locus Iste, promettente associazione culturale molto presente sul territorio: “Noi siamo la giovane classe di conservatori dei beni culturali, per cui chiediamo ci venga data la possibilità di esprimere la nostra professionalità ricambiando con adeguata opera di valorizzazione. Consideriamo l’associazionismo non un ripiego ma un investimento lavorativo. Le istituzioni devono aiutare i nostri sforzi innescando un circuito di sponsor, una maggiore elasticità e abbattendo cavillosità burocratiche. La nostra professionalità è alta e vogliamo metterla sul capo coinvolgendo la cittadinanza”.

 

Graditissimo l’arrivo in largo Donnaregina del cabarettista napoletano Alan De Luca, residente nella zona: “È una situazione vergognosa! Come possiamo essere credibili se le Istituzioni prima parlano di Risanamento poi nel concreto cadono proprio sulle cose semplici? Si perde tempo a giudicare e ad arrovellarsi tra responsabilità e competenze. Napoli deve ripartire proprio offrendo le cose belle che ha e di chiese ne abbiamo un vero primato”.

 

È SOLO L’INIZIO. Intorno alle 12:00 il corteo ha tentato una richiesta di ricevimento, se non diretto con il Cardinale, almeno con qualche collaboratore del’Ufficio Cultura, occasione anche per comprendere quanta sia stata “sentita” l’iniziativa. L’assenza di personale ha costretto i vari comitati a firmare una lettera di richiesta con l’augurio di essere celermente ricontattati. Il dott. Pariante è comunque soddisfatto di questo primo passo: “Ci armiamo di pazienza e dell’appoggio necessario della stampa e della comunicazione per aumentare la sensibilizzazione del problema. Per noi è solo l’inizio”.

 

Giovanni Postiglione

Redazione

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