Tutto sul Caravaggio nel nuovo libro di Costantino D’Orazio

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Napoli – La Feltrinelli Libri di via Toledo ha ospitato mercoledì pomeriggio 23 ottobre la presentazione del nuovo libro dello storico dell’arte Costantino D’Orazio. Duecento pagine a metà fra saggio e ricerca scientifica sulle ultime novità della pittura e della figura del “pittore maledetto”.

 

Tutto quello che c’è da sapere sulle ultime novità sul pittore è contenuto nelle circa duecento pagine del nuovo lavoro editoriale di Costantino D’Orazio.

La presentazione de Caravaggio segreto – I misteri nascosti nei suoi capolavori – questo il titolo dell’opera – ha rapito l’attenzione critica e la curiosità del pubblico accorso numeroso nella saletta inferiore della Libreria Feltrinelli in via San Tommaso d’Aquino.

 

Introdotto da un sunto preparato dall’Archit. Pignatelli, lo storico dell’arte si è confessato: “Non sono uno studioso del Caravaggio nel senso stretto del termine, ma ho accettato questa commissione assegnatami per far conoscere al pubblico di appassionati le ultime scoperte del pittore, incrementate peraltro in questo periodo in occasione del suo 400entenario”. Considerata la difficoltà di poter accedere con facilità e con frequenza alle pubblicazioni scientifiche in materia, in D’Orazio premeva l’esigenza di volersi avvicinare al lettore, anche quello medio, con un saggio accattivante, che non scadesse nel romanzo storico – oggi tanto di moda – ma che invece conserva la sua attendibilità di fonti e di informazioni.

 

SEGRETI, MITI, VERITÀ. Sfogliando le pagine si entra a contatto con retroscena e contesti fondamentali per interpretare la vita del personaggio. Si impara che il Caravaggio rifiutò la tecnica della decorazione ad affresco perché non era congeniale al suo stile; che la scelta di una prostituta famosa a quel tempo come modella per la Maddalena Penitente fornisce lo spunto per comprendere gli scandali dei vicoli e dei salotti romani; che il bisogno di modelli umani era dettato dal fatto che lui non disegnava; che nei suoi quadri non manca mai l’elemento naturalistico per richiamare la realtà e l’umanità dei personaggi (nature morte, uno spartito che si può davvero suonare, una collana alla moda); e che fu tra i pochi pittori che inseriva autoritratti di sé capaci di rappresentare realmente il suo “invecchiamento” psico-fisiognomico.

Gli studi condotti dal D’Orazio gli hanno permesso anche di sfatare falsi storici e leggende metropolitane, strumentalizzati per attirare audience e turismo: un avviso pubblico falso circa una presunta morte a Napoli dopo la lite nella taverna del Cerriglio, la corsa alla ricerca delle presunte ossa e della lapide distrutta, la presenza di un cartiglio oggettivamente “falso” che retrocede la data del decesso al 1609.

Il Caravaggio di D’Orazio è un “uomo abbastanza normale, maledetto solo per un’infelice interpretazione degli uomini. In realtà era un uomo che ragionava sulle cose, elaborava, modificava, studiava con acume le sue composizioni. Pur rompendo le regole sul decoro in materia di soggetti religiosi, fece sempre in modo di mantenersi la clientela accontentando le richieste dei committenti, anche quando le sue pose poco ortodosse venivano rifiutate.

 

CARAVAGGIO A NAPOLI DA APPROFONDIRE. Lo scrittore spazia su tutte le ipotesi finora proposte dalla critica d’arte, sposandone alcune se occorre, ma in un rispettoso ecumenismo intellettuale, soprattutto in mancanza dati certi. Il Prof. Pacelli ha augurato al giovane collega una seconda edizione di questo fortunato studio, suggerendogli l’approfondimento proprio del periodo napoletano, quello per intenderci del “miglior Caravaggio maturo”, come uomo e come professionista. Napoli conserva ancora oggi: la Flagellazione di Cristo nel museo di Capodimonte, le Sette Opere di Misericordia nell’omonima congregazione e il Martirio di Sant’Orsola, nelle Gallerie di Palazzo Zevallos in via Toledo.

 

Giovanni Postiglione

Redazione

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