“Facimme ’e cunti”: quando il racconto diventa corpo, voce e memoria

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di Eva Martino
POZZUOLI – Il 24 e 25 gennaio 2026 il Teatro Sala Molière di Pozzuoli ospita Facimme ’e cunti, spettacolo scritto da Antonio Casertano, con Daria Ioia e Antonio Casertano, una produzione che affonda le radici nella tradizione del racconto orale napoletano per restituirla al pubblico attraverso un linguaggio teatrale contemporaneo.

Non si tratta di una semplice narrazione, né di un’operazione nostalgica. Facimme ’e cunti è un atto teatrale che rimette al centro la parola detta, il corpo dell’attore e il rapporto diretto con lo spettatore, in un tempo in cui la comunicazione è sempre più mediata e disincarnata. Qui, invece, la scena si fa luogo di incontro, di ascolto, di esposizione reciproca. Il titolo stesso, in dialetto, rimanda a un gesto collettivo: facimme = facciamo insieme, ’e cunti = i racconti. Racconti che non sono evasione, ma attraversamento del reale, fatti di ironia, ferite, umanità e contraddizioni. La lingua napoletana diventa strumento drammaturgico, non folklore: una lingua viva, capace di tenere insieme comicità e profondità, leggerezza e verità.

In scena, Daria Ioia e Antonio Casertano costruiscono un dialogo serrato che alterna ritmo, improvvisi silenzi e cambi di registro, restituendo al pubblico l’esperienza antica del “cunto”, ma filtrata da una sensibilità contemporanea. Il racconto si fa gesto, sguardo, prossimità. Lo spettatore non assiste: partecipa. La scelta del Teatro Sala Molière, spazio da anni attento alla sperimentazione e alla qualità della proposta culturale, rafforza il senso di un evento che non punta all’effetto, ma alla relazione. Un teatro che continua a essere presidio culturale in un territorio complesso come quello flegreo, dimostrando come l’arte possa essere ancora luogo di resistenza e di comunità.

Facimme ’e cunti va in scena sabato 24 gennaio alle ore 21.00 e domenica 25 gennaio alle ore 19.00. La direzione artistica è di Nando Paone, figura di riferimento del teatro napoletano, mentre l’organizzazione vede la collaborazione di Veronica Grossi e l’ufficio stampa di Gabriella Diliberto. In un tempo in cui tutto corre veloce e si consuma in fretta, questo spettacolo sceglie di fermarsi. Di guardare negli occhi. Di raccontare. Perché, ancora oggi, raccontare è un atto necessario.

Redazione

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