di Magdalena Sanges
NAPOLI – Con rose bianche, fiori rossi e qualche lettera, tra le macerie del cornicione della Galleria Umberto sbriciolatosi a terra, quel tragico sabato, qualcuno ha voluto omaggiare il giovane 14enne morto dopo esser stato travolto dai calcinacci. Dopo quasi una settimana a lottare tra la vita e la morte all’ospedale Loreto Mare, un arresto cardiaco ha messo fine alla giovane vita.
I TURISTI FANNO FOTO – Al di là della transenna che delimita la Galleria e restringe via Toledo, sono stati lanciati i doni per il ragazzo di Marano. Molti i turisti che fanno foto, si chiedono il motivo delle transenne e dei fiori, tanta rabbia tra i passanti per una tragedia annunciata. Ora la parte pericolante della Galleria è stata ingabbiata, messa in sicurezza, per alcuni troppo tardi. Nei mesi scorsi un altro crollo aveva annunciato il pericolo, ma nulla è stato fatto per evitarlo.
TANTA RABBIA – Rabbia, sgomento, tristezza, un mix di sentimenti per la morte del 14enne, una morte assurda, evitabile e senza senso. Affollano l’uscita della galleria turisti, semplici passanti e i napoletani piangono e si stringono intorno ad un lutto che ha colpito una città intera.«L’amministrazione comunale tutta e tutta la città di Napoli si stringono alla famiglia di Salvatore in questo momento drammatico. Non esistono parole per una morte inaccettabile». Lo afferma in una nota il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.