Il più grande drammaturgo di tutti i tempi rivive in una trasposizione suggestiva e coraggiosa. Dialoghi serrati che riportano alla luce uno degli episodi chiave dell’età classica. La tragedia scritta da Shakespeare rivive in una notte e la attraversa con pensieri, paure, angosce dei suoi protagonisti: Giulio Cesare, Cassio, Bruto, Antonio. Il pubblico che assiste alla rappresentazione è però l’elemento fondamentale . Chiamato a svolgere un ruolo più partecipe e impegnativo rispetto a quanto accade di solito in un normale teatro. L’orario di inizio è previsto per le ore 24 presso il Mulino Pacifico di Benevento adibito a palco per l’occasione. Lo spettatore sarà invitato a condividere la rievocazione storica in un momento della propria giornata inusuale e intimo. Ogni meccanismo di autodifesa si affievolisce, sogno scenico e verità si confondono e le sensazioni che provengono dall’esterno sembrano essere percepite come ovattate. Diviso in tre parti, così come nella struttura originale della tragedia scritta da Shakespeare, lo spettacolo, senza dimenticare di voler dar corpo ad una azione teatrale prima ancora che storica/politica (e i costumi clowneschi dei protagonisti tutti, nella prima e ultima fase, lo segnalano), inizia con i tratti della festa per poi concludersi con l’assassinio di Cesare all’interno del Senato. Ma il meccanismo di immedesimazione si spinge oltre fino a fondersi in un comune sentire, in uno sforzo che lega spettatore e interprete. Messi a nudo, spogliati delle barriere difensive rappresentate dalla distanza palco-platea, dalla durata limitata nel tempo di una replica, gli attori spingono all’interno della storia chi li ascolta e osserva, senza temere di essere scoperti nel proprio lato più vulnerabile. L’opera prende pieghe diverse mai scontate, in base alla tipologia di pubblico che ha davanti, alla sua partecipazione, all’energia che ne scaturisce. Il dramma di Shakespeare si dipana nell’arco di una notte, tempo sospeso tra veglia e sonno, tempo della riflessione e dell’incantamento. Un’ esperienza irrimediabilmente forte la cui durata non facilmente sostenibile è il prezzo da pagare per una immersione piena e totale nell’opera teatrale. 
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