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di Marco Coppola
QUALIANO – Continuano i roghi tossici nella zona definita Terra dei Fuochi, avvistati tra ieri ed oggi almeno tre roghi tra Qualiano e Giugliano. Le colonne di fumo si presentano talmente alte da rendere impossibile l’individuazione del fuoco d’origine. L’enorme nube di colore nero imperversa sullo sfondo azzurro del cielo fino all’altezza di un palazzo di cinque piani, in mezzo all’incredulità rassegnata dei passanti.
IL CONTROLLO CHE NON C’È – Eppure la zona, insieme all’intero hinterland napoletano, era stata completamente affidata ai controlli dell’esercito, come stabilito dal decreto Terra dei fuochi del governo Letta. A distanza di mesi gli effettivi risultati del “controllo militare” sono del tutto assenti; i roghi continuano ad una velocità impressionante. Al contempo la proposta del controllo popolare e della bonifica associata a raccolta differenziata spinta non viene ascoltata dal governo.
I ROGHI NEL DIMENTICATOIO – La questione generale Terra dei Fuochi sembra essere ad ogni modo finita nel dimenticatoio mediatico e politico, dato che all’interno del decreto Sblocca-Italia il disastro roghi non viene minimamente menzionato, così come il ben più complesso problema delle bonifiche dei terreni in cui furono interrati i rifiuti, lo screening sanitario da fare sulla popolazione e la sospensione della costruzione dell’inceneritore di Giugliano (il cui bando è andato deserto).