di Violetta Luongo
NAPOLI – Un salotto di casa fa da cornice ad una involontaria ma dovuta seduta psicanalitica tra fratelli. E’ Cristina Comencini la regista di “I turni” in scena al Mercadante fino al 15 marzo. Iaia Forte e Licia Maglietta sono due sorelle che a turno si occupano della madre allettata, malata di alzheimer. La domenica, giorno di riposo della badante, avviene lo scambio di turno, quella è l’occasione di rinfacci e rivendicazioni. La madre è collante e scollante di un rapporto segnato da attriti e dissidi familiari a cui si aggiungono quelli del fratello, Andrea Renzi, il più amato e protetto ma anche il più disinteressato al genitore malato.
DESIDERIO DI LIBERTA’ – Su tutti ricade il peso di una responsabilità imposta da cui si sentono avvinti e vinti. Il desiderio di libertà è il motore immobile di tutta la pièce che viene raggiunta solo con il finale. Malinconico e dolcemente triste ma attualissimo il rapporto dei tre fratelli nel rivangare sogni infranti, desideri naufragati e gioventù svanite. La Comencini bravissima nel mettere il pubblico a diretto contatto con il proprio io in questa profonda lotta di sopravvivenza in cui ognuno si rivede. Diana, la tuttofare intelligente e responsabile ma triste e appesantita dalla vita, Patrizia allegra e simpatica su cui ricade il peso di un umore che non le appartiene ma che la famiglia le ha imposto, Stefano, ancora chiamato Stefanino nonostante l’età adulta, iper protetto e intrappolato in una vita che poi scopre non appartenergli.
SI RITORNA BAMBINI – Un quadretto familiare, non c’è tempo ne luogo, ciò che interessa è il rapporto tra passato e presente, tra genitori e figli e tra fratelli, un rapporto sviscerato grazie alla reclusione creata dalle due donne che chiudono a chiave la porta di casa impedendo all’uomo di uscire. La gabbia prima mentale e introspettiva poi fisica ed esteriore diventa occasione di un ritorno all’infanzia in cui i tre ritornano bambini. Sul palco si crea un’ottima sinergia teatrale in cui scompare il velo della finzione e i tre affiatati attori appaiono veramente tre fratelli alle prese con dispetti e recriminazioni ma profondamente innamorati l’uno dell’altro.