
NAPOLI – Una passeggiata al chiaro di luna? Neanche per sogno. Per gli abitanti di via Romani a Sant’Anastasia è “ancora notte fonda”. Dalla cartellonistica stradale che dà il “Benvenuto a Sant’Anastasia” e per una lunghezza di circa 2 chilometri, questa strada è sprovvista di marciapiedi e i suoi abitanti sono da sempre spettatori di un diritto negato. Una strada di pertinenza provinciale, a scorrimento veloce, trafficata specialmente nei giorni festivi, in quanto conduce al Santuario di Madonna dell’Arco. Quindi meta di pellegrinaggi, comparto importante dell’industria turistica di indirizzo religioso. A dare voce a questo diritto negato un comitato civico che annovera tanti partecipanti-residenti che a più riprese ha indirizzato “suppliche” ad interlocutori politici di alto profilo nonchè funzionari e tecnici preposti. Il marciapiede generalmente fa parte del demanio così come fanno parte anche le strade. Poi i tombini franati sotto il peso di autocarri e macchine, dossi mancanti che scoraggerebbero gli amanti della velocità.
STRADA PER SPORTIVI – Questa strada è anche un campo di allenamento per gli sportivi di varie discipline, come i tanti ciclisti amatoriali che si inerpicano dalla “contrada Pacciano” verso il Santuario, poi ci sono gli appassionati del “footing”che si allenano nei fine settimana, sfidando il pericolo del manto stradale dissestato. Allora si ha la certezza di essere dimenticati da chi dovrebbe provvedere a risolvere i problemi della cittadinanza. Dopo innumerevoli “messe scalze” i consensi della politica e l’attuazione di pareri tecnici favorevoli si perdono nei meandri della burocrazia, ma ciò comporta da parte dei cittadini un distacco dalle istituzioni che invece sono parte integrante del nostro vivere quoditiano. Questa strada divide numerosi fabbricati, scuole, esercizi commerciali, chiese, masserie e bellissimi fondi agricoli.
Salvatore Cutolo