QUARTO/ “Educare alla NON violenza”: gli studenti incontrano la mamma di Santo Romano

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di Eva Martino
QUARTO – Siamo in emergenza educativa. Mai come oggi è urgente parlare con i ragazzi, guardarli negli occhi e creare spazi reali di ascolto e confronto. Nelle scuole medie e superiori, dove si formano non solo menti ma anche identità, è fondamentale affrontare temi difficili ma imprescindibili: la violenza, la rabbia, l’impulsività, il bisogno di appartenenza, il rispetto per se stessi e per gli altri. Venerdì 11 aprile, alle ore 10:00, presso l’Aula Consiliare del Comune di Quarto, nell’ambito del progetto “Pe’ Sape’ Vula” gli studenti incontreranno la mamma di Santo Romano, un giovane la cui vita è stata spezzata dalla mano crudele di un suo coetaneo per futili motivi. Modera l’incontro Caterina Laita. Non sarà una lezione nel senso tradizionale del termine ma molto di più: sarà un momento di verità, una testimonianza che arriverà al cuore, che scuoterà le coscienze e farà riflettere.

EDUCARE AL RISPETTO – “Educare vuol dire coltivare consapevolezza, spingere il ragazzo verso una forma di sensibilizzazione. Perché sensibilizzare è, a tutti gli effetti, un atto educativo. È come seminare nel terreno fertile delle coscienze giovani, affinché possano crescere uomini e donne capaci di scegliere la vita, il rispetto, la non violenza. Non possiamo più permetterci di aspettare che sia troppo tardi. Ogni atto violento che scuote le nostre comunità ci ricorda che qualcosa è mancato prima: un dialogo, un esempio, una guida. Ecco perché la scuola deve essere anche un presidio di umanità, un luogo in cui la crescita interiore e civica cammina accanto a quella scolastica”.

“Ogni parola può diventare uno scudo contro l’indifferenza. Ogni storia condivisa può rompere il silenzio. Ogni incontro autentico può salvare una vita. Essere presenti a questo appuntamento non è solo importante. È un atto di responsabilità. È un modo per dire “io ci sono”, “io voglio capire”, “io scelgo di non voltarmi dall’altra parte”. Perché educare al rispetto significa seminare futuro”.

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