NAPOLI – Si sono uniti in presidio davanti al palazzo della regionale in via Santa Lucia a Napoli i lavoratori, gli studenti e i membri dei sindacati per protestare contro l’approccio morbido delle istituzioni verso la Fiat, a seguito dell’ennesimo suicidio da parte di un’operaia in cassintegrazione avvenuto nei giorni scorsi. Le tante le voci in piazza e l’immenso il cordoglio per la collega scomparsa ha fatto da contraltare all’approccio delle istituzioni che hanno negato qualunque tipo di impegno e ascolto dei dimostranti.
LE VOCI – Variegata la composizione della piazza e altrettanto vari sono stati gli interventi. Fra questi quello di Vittorio Granillo, del sindacato SLAI COBAS, che ha chiarito: «Oggi è morto l’assessore al lavoro della Regione Campania, chiediamo a tutti i sindacalisti di CIGL, CISL e UIL di scendere da quei palazzi, dove sono stati rubati dei soldi ai lavoratori e ai cittadini. Tutto ciò è vergognoso. Negli ultimi dieci anni la Fiat ha ricevuto ben due miliardi di euro e i risultati li abbiamo davanti agli occhi. Anche la politica ha abbondato gli operai, in questa piazza non c’è nessuno dei loro da destra a sinistra passando per Grillo». Tra le voci in piazza anche la sindacalista e attivista politica Patrizia Fabricini, che è critica anche con parte del suo stesso sindacato: «I fatti di cui stiamo parlando ci conducono ad affermare che oggi va costituito un coordinamento degli operai, superando le particolarità e le differenze di parrocchia fra i vari soggetti sindacali. È stata indetta un’assemblea pubblica e aperta per mercoledì 10 giugno, in cui affrontare questi temi e ricordare gli operai che si sono tolti la vita. Per noi fino a quel giorno sarà lutto cittadino».
MARIA BARATTO – L’operaia che ha messo in atto l’estremo gesto è Maria Baratto. La cassintegrazione, che percepiva da anni, sarebbe terminata tra meno di un mese. Maria è una di quelle ad essere stata “confinata” nel reparto logistico Fiat di Nola, definito da molti operai come una sorta di Lager in cui venivano assegnati i lavoratori più combattivi di Pomigliano. Il corpo di Maria, separata e sola in casa, è stato ritrovato ben quattro giorni dopo il decesso. Questo è solo un tassello di una lunga fila di suicidi che già contava lavoratori come Agostino Bova e Giuseppe De Crescenzo, quest’ultimo dello stesso reparto logistico di Maria. Questi operai sono scesi quindi in piazza per urlare che sempre più di lavoro e di cassintegrazione in Italia si muore e prima o poi industriali e politici dovranno rendere conto di questa mattanza silenziosa.
Marco Coppola