POZZUOLI/ Chiude la rassegna Panorama tra arte, identità e polemiche: applausi a La Niña

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di Eva Martino
POZZUOLI – Cala oggi il sipario su Panorama Pozzuoli, la grande manifestazione culturale organizzata da Italics che, per cinque giorni, ha trasformato la città flegrea in un palcoscenico diffuso di arte contemporanea, archeologia e musica. Dal 10 al 14 settembre, monumenti, chiese, parchi e spazi urbani sono diventati luoghi di incontro tra artisti, cittadini e turisti. Questa edizione ha scelto come filo conduttore il tema della divinizzazione, inteso come legame tra il mito dei Campi Flegrei, la forza della natura e il linguaggio dell’arte. Oltre 40 gallerie e quasi 50 artisti hanno portato installazioni, opere site-specific e performance in luoghi simbolo come l’Anfiteatro Flavio, il Rione Terra, il Parco di Cuma, il Duomo e Villa Avellino.

CONCERTO INTERVISTA – Il risultato è stato un percorso immersivo che ha unito memoria storica e sguardo contemporaneo, confermando Pozzuoli come laboratorio di sperimentazione culturale. Il concerto-intervista de La Niña che si è svolto lo scorso giovedì in Piazza Crocevia, ha incantato il richiamando centinaia di spettatori al Rione Terra. L’artista, che si è definita “Vulcanica” perché figlia di un genitore puteolano e l’altro vesuviano, ha proposto un live intenso e coinvolgente, ricevendo applausi convinti dal pubblico presente. “Ho smesso di creare e ho iniziato ad ascoltare e così è nato il disco FURÈSTA – ha dichiarato l’artista – È nato da un momento di contemplazione della musica. La musica prima della discografia è quella che accende le mie emozioni. Improvvisamente tutto il resto non mi interessava più, ho iniziato ad avvertire la complessità di quella musica immutata nei secoli. Dal silenzio è nata la mia voce”.

POLEMICHE – Non sono però mancate polemiche: diverse persone hanno denunciato difficoltà nell’accedere all’evento benché gratuito, con file interminabili e l’impressione che solo pochi “eletti” abbiano potuto assistere alla performance. Una gestione degli ingressi che ha lasciato l’amaro in bocca a molti, pur non oscurando il valore artistico della serata.

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