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NAPOLI – “Dove non c’ è luce a mezzogiorno, d’ estate non si respira e d’ inverno il freddo fa battere i denti”. Così scriveva Eduardo. Questo era nel ’46 vico San Liborio, casa Marturano, a due passi dalla Pignasecca e dei Quartieri Spagnoli. Nonostante il personaggio di Filumena sia inventato, la cui storia ispirata nel 1946 da un reale fatto di cronaca, ma scritto da Eduardo anche per risarcire la sorella Titina, che lamentava la preponderanza di protagonisti maschili nel teatro del fratello, molti abitanti dei vicoli napoletani ricordano la figura di Filumena, tra aneddoti veri o falsi, il suo mito continua e si espande.
UNA VITA DA VICOLO – Una vita da vicolo dove la Signora Antonietta Musella racconta di aver conosciuto personalmente Filumena Marturano: «era ‘na guagliona di diciassette anni. La commedia racconta la sua storia vera. Sentite a me: durante la guerra, la figlia era ammalata ed era povera, per questo lei faceva la “bella ragazza”, è esistita veramente io l’ho conosciuta e i miei genitori me ne parlavano sempre».
INVECE DEL VUOTO ATTRAIAMO I TURISTI – «Adesso in quel posto in quella che era “casa Marturano” – raccontano Gianni Simioli della radiazza e Francesco Emilio Borrelli dei Verdi che sono andati sul posto – c’è una edicola votiva vuota e un deposito quasi sempre chiuso. Perché a questo punto non dedicare una targa alla nostra Filumena per darle l’importanza che merita e attrarre turisti e curiosi in questa zona? E’ questa l’idea che si concretizzerà venerdì 31 ottobre alle 11.30 proprio a Via San Liborio in occasione del trentennale della morte di Eduardo de Filippo. Sarà affissa una targa in quello che è stato il basso dove è nata e vissuta Filumena Marturano protagoniste di una delle opere più belle dell’autore napoletano».