Lo storico militare Vincenzo Cuomo commemora la battaglia di Custoza: “Evento di alto valore militare”

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Conferenza Prof Vincenzo Cuomo

di Vincenzo Vinciguerra

SALERNO – Un evento che seppur lontano nel tempo è stato e costituisce ancora un punto di riferimento di importanti valori storici ai quali ogni uomo de “Le Guide” si ispira per tracciare quel modello di vita militare di servizio per l’Italia. Alla Caserma d’Avossa a Salerno la cerimonia militare del XIX Reggimento dei Cavalleggeri Guide di Salerno per commemorare il 149esimo anniversario della battaglia di Custoza avvenuta il 24 giugno del 1866, mentre si combatteva per l’annessione del Veneto all’Italia. Nella battaglia i Cavalleggeri Guide si distinsero per il coraggio e abnegazione tanto poi da ricevere il 14 giugno del 1910 al Reggimento la medaglia al valor militare. Tra ordine pubblico, anche nel napoletano, missioni di servizio e contrasto alla criminalità sono le peculiarità della Caserma di Salerno, ancora oggi pronta e addestrata al servizio della nazione.

LA CERIMONIA –  Presenti il colonnello Angelo Malizia, comandante delle Guide di Salerno. Il Generale Claudio Minghetti comandante della Brigata Garibaldi. A ricevere un crest dai militari delle “Guide” di Salerno è il Professore Vincenzo Cuomo, storico militare, scrittore di tantissimi libri sulle varie battaglie della nostra storia militare, il quale allarga gli orizzonti storici entrando nei dettagli di una battaglia così gloriosa del Reggimento salernitano «Il 24 giugno 1866, nel corso della terza guerra d’indipendenza, l’esercito italiano si scontrò a Custoza con quello austriaco, il quale perse la battaglia. Però il reggimento Cavalleggeri all’interno della battaglia eseguì quattro cariche e tutte e quattro vittoriose. Indipendentemente, dal fatto che la battaglia fu persa per loro fu un giorno di gloria. Ecco perchè festeggiano il 24 giugno. Anniversario della battaglia di Custoza. Furono quattro cariche straordinarie fatte con impeto, forza e velocità e ogni volta costrinsero gli austriaci a scappare – conclude lo storico militare – La battaglia nel suo insieme fu persa dall’Esercito italiano, però le “Guide” tennero alto l’onore della bandiera. E al loro rientro a Torino fu fatta una festa in loro onore perchè erano stati gli unici soldati italiani a stravincere contro il nemico.»

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Durante intervento dello storico militare

LE PREMESSE EZIOLOGICHE –  Che condussero a questa battaglia sono sostanzialmente le stesse che diedero luogo allo scoppio della guerra austro-prussiana e, allo stesso tempo, della terza guerra d’indipendenza. Fu la battaglia che diede inizio alle manovre offensive della stessa guerra sulla terraferma e che vide la sconfitta delle truppe italiane, numericamente superiori e comandate dal generale La Marmora, di fronte alle truppe austriache dell’arciduca Alberto d’Asburgo, duca di Teschen.


Redazione

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