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di Vincenzo Vinciguerra
NAPOLI – L’unico convento di Miano. Unica vivacità dei giovani. Unico contesto di aggregazione territoriale. Una piazza, Madonna dell’Arco, vittima di un disuso e degrado della periferia nord. Figlia anche di una Birreria Peroni caduta in “disgrazia” che funge da acme, purtroppo, di un territorio che volge tutto in una chiesa, appunto, quella di Piazza Madonna dell’arco.
UNA FAMIGLIA FRANCESCANA ALLARGATA – La Parrocchia che dal 13 novembre 1967, con la famiglia francescana, è luogo di incontro, di accoglienza e di annuncio. Proprio questo convento sfoggia le più alte aggregazioni territoriali che abbracciano giovani e non, dell’intera periferia nord della città, I Gi.fra ne sono un esempio, “Giugno al Chiostro”, “Oratorio Estivo” e tanti altri eventi sono organizzati dai giovani della Parrocchia, un gruppo che ha dell’intento solo “vivere” e risollevare con pochi mezzi ma tanta creatività e “contagiare” una Forma Mentis di cooperazione di un quartiere, quello di Miano, frutto, a volte, di una dimenticanza anche istituzionale.
IL DOPPIO LAVORO DEI FRATI FRANCESCANI – Tutto ciò è assolutamente figlio di una politica religiosa che i Francescani di Miano adoperano verso la propria “casa”, la propria dimora. Ad alzare la voce questa volta è Fra Fedele Mattera, che tuona l’abbandono, non solo “strutturale”, ma anche verso un pericolo che tocca l’incolumità dei cittadini. «Nella nostra piazza ci sono due tipi di alberi: quelli verdi servono ai topi per entrare in convento, quelli senza foglie servono per ammazzare chi vi passa sotto. Grazie al consigliere Formica, per l’interessamento su via san Francesco.Auspichiamo che il prossimo grande evento, patrocinato dalla municipalità, riguardi la pubblica incolumità anche della nostra piazza Santa Maria dell’Arco in Miano, Comune di Napoli, Municipalità VII»