di Eva Martino
POZZUOLI – In Piazza della Repubblica a Pozzuoli si è svolta una partecipata assemblea del comitato cittadino “Pozzuoli Sicura”, alla quale hanno preso parte numerosi residenti, visibilmente preoccupati per la persistente situazione di emergenza che coinvolge l’area flegrea. Al centro del dibattito, ancora una volta, il bradisismo: un fenomeno che scuote la città non soltanto nel sottosuolo, ma anche nelle sue strutture sociali, economiche e istituzionali. Nonostante l’approvazione della recente manovra finanziaria, il Governo non ha previsto alcun intervento specifico per i Campi Flegrei. Restano esclusi il sisma bonus, la proroga dei contributi di autonoma sistemazione per le famiglie sgomberate dopo la scossa del 20 maggio 2024, e le agevolazioni fiscali per lavoratori e imprese locali. Mancano, inoltre, norme che semplifichino le procedure burocratiche in una condizione che, pur non essendo formalmente riconosciuta come “stato di emergenza”, presenta tutti i tratti di una calamità naturale.
Durante l’incontro, è emersa una profonda frustrazione collettiva. I cittadini hanno denunciato l’assenza di risposte concrete, la lentezza della macchina amministrativa e la sensazione di essere stati dimenticati. Le vie di fuga risultano inadeguate a causa degli infiniti lavori di rifacimento delle strade che hanno bloccato una città, i trasporti inesistenti con la chiusura della linea della cumana nel tratto afferente il centro storico e le risorse economiche che restano bloccate tra mille passaggi burocratici. Molti interventi hanno messo in evidenza la fragilità degli edifici, l’urgenza di piani di evacuazione aggiornati e la necessità di una trasparenza totale nella gestione dei fondi per la sicurezza del territorio. “Non possiamo attendere che si verifichi una tragedia,” ha ammonito un partecipante, “la cosa grave è che siamo ancora senza un HUB”.
CI VOGLIONO ESPERTI – Il professor Giuseppe Luongo, intervenuto nel corso dell’assemblea, ha espresso perplessità sul modo in cui la comunità scientifica affronta il problema, sottolineando come spesso la ricerca proceda senza un chiaro modello interpretativo, limitandosi alla pubblicazione di studi che non sempre offrono risposte operative. “Non è sufficiente essere un vulcanologo per seguire il vulcano dei Campi Flegrei – ha dichiarato – è necessario avere sul territorio degli esperti che capiscano e studino il comportamento del vulcano e facciano delle ipotesi.”
Il comitato ha infine annunciato nuove iniziative di mobilitazione e sensibilizzazione, chiedendo un confronto urgente con il Ministro di Protezione Civile Nello Musumeci e le istituzioni competenti, per stabilire un piano d’azione chiaro, con tempi e responsabilità definite. “A distanza di oltre due anni dalla sua visita a Pozzuoli – ha dichiarato il portavoce Ciro Di Francia – nella quale dichiarò che avrebbe recuperato in 60 giorni i ritardi di 60 anni – non ha ancora firmato il decreto che trasferisce i poteri di intervento al commissario Soccodato e ciò pone la città in una situazione di limbo burocratico”.