Daniele De Santis, detto “Gastone”. Sembra avere un nome e un cognome la persona che ieri ha premuto il grilletto di una calibro 7.65 che ha ferito gravemente Ciro Esposito, tifoso napoletano 31enne recatosi a Roma per seguire la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina. Non è ancora chiara la dinamica dello scontro: da capire se i tifosi napoletani abbiano ‘assalito’ il chiosco di De Santis o se sia stato lui, come ritengono gli investigatori, a provocare il gruppo dei tifosi diretti all’Olimpico, anche lanciando fumogeni contro di loro. “Non sono stato io, un altro ha sparato“, ha più volte ripetuto l’uomo, definito dai poliziotti che l’hanno interrogato “una testa calda, pronta a dare di matto da un momento all’altro“.
L’uomo, 48enne, non sarebbe nuovo a episodi del genere. Nel 1996, venne arrestato per minacce all’allora presidente della Roma Franco Sensi, ma il precedente più eclatante è quello del derby Lazio-Roma del 21 marzo 2004. Insieme ad altri sei capi ultrà, De Santis scavalca il cancello della curva ed entra in campo con l’intento di far sospendere la partita adducendo ad un episodio che aveva visto un bambino investito da un mezzo della polizia, voce che si dimostrò infondata. Ogni ipotesi di reato, da quella di violenza privata a istigazione a disobbedire le leggi dello Stato, passando per il complotto, è finita però prescritta.
Alfredo Spedicato