L’attore napoletano Giuseppe Cantore racconta ai lettori di Vivonapoli come è nata la sua passione per il teatro e quali sono i progetti futuri che lo vedranno coinvolto.
La sua vita artistica credo che si possa affermare che nasca con lui, ha iniziato molto presto e soprattutto i suoi studi sono sempre stati mirati alla recitazione, fin da quando era giovanissimo. Si diploma all’Accademia d’Arte drammatica napoletana nel 1992; a questo primo riconoscimento seguono altri studi e approfondimenti sull’arte della recitazione nelle sue diverse forme. Diversamente da quanto molti pensano, diventare attore richiede un percorso lungo e difficile; è un mestiere che richiede una grande passione e soprattutto spirito di sacrificio e tanta volontà. Oggi troppo spesso sentiamo dire “Voglio fare l’attore”; credo che di fondo ci sia un messaggio sbagliato che arrivi a molti giovani ragazzi che non conoscono bene questo lavoro e soprattutto, si fanno illudere dai tanti e innumerevoli e forse troppi talent show che sfornano fantomatici artisti praticamente ogni giorno.
Cominciamo la nostra chiacchierata.
Ciao Giuseppe, grazie di aver accettato questa breve intervista. Il volto di Giuseppe sarà subito evidente ai lettori per una delle sue ultime presenze in televisione: la fortunata e divertente pubblicità sul Lotto che vede lo stesso attore impersonare due gemelli
La prima domanda riguarda proprio il piccolo schermo: quella citata è solo un esempio e, mi sembra anche riduttivo considerando il tuo vasto curriculum personale; chiedo se ti va di parlarci della tua esperienza di attore in televisione. Le pubblicità sono solo un piccolo accenno, ma puoi vantare di aver partecipato a numerose fiction: tra queste la famosa Capri (3), un Posto al Sole, La Squadra 8; com’è recitare per la televisione?
Fondamentalmente non ho mai fatto distinzioni, sarebbe come chiedere a un idraulico se preferisce aggiustare un vecchio bagno o farne uno nuovo.
L’idraulico è sempre idraulico e l’attore è sempre attore qualunque cosa faccia.
Certo la televisione ha il merito di dare visibilità e la possibilità di rivedere all’infinito il proprio lavoro.
Diciamo che una volta apparsi in televisione “si esiste”, non ci si sente più chiedere “che lavoro fai?” “Ah l’attore e dove? Non ti ho mai visto…”
Tu nasci e sei un attore di teatro principalmente; che differenza c’è tra la televisione e il palco di teatro per un attore?
La differenza principale la fa il pubblico che nel caso del teatro ti sceglie, deve venire da te deve comprare il biglietto e vedrà sicuramente una serata unica e irripetibile.
Il pensare, soprattutto alle prime rappresentazioni di dover entrare in scena, l’emozione, la paura ti fanno sentire come se fosse sempre la prima volta.
Insomma è come fare l’amore sempre, con la stessa donna per 20 anni e provare sempre la stessa emozione.
La televisione e il cinema hanno il grande vantaggio di poter sbagliare, rigirare, fermarsi e riprovare e il pubblico in fondo sono i tuoi compagni di lavoro i tecnici, il regista.
Come si diventa attori? Come accennato, oggi molti giovani credono che sia facile, basta andare in TV e il grosso è fatto; spesso questo pensiero porta grandi delusioni: ti va di parlarci del percorso formativo che bisogna eseguire per diventare attore?
Credo che ognuno abbia un suo percorso che non esista uno giusto e uno sbagliato. Anche i talent sono un mezzo per poter fare questo mestiere. Credo che la grande difficoltà non sia nel riuscire a fare l’attore, ma a farlo diventare un lavoro che duri tutta la vita. Studio, talento e fortuna credo che siano i 3 ingredienti fondamentali che non devono mancare, oltre naturalmente una grande passione che faccia sopportare i tanti sacrifici. Io sono stato fortunato e ho studiato ma ogni giorno mi domando se ce la farò e se ho fatto abbastanza.
Ogni giorno mi ripeto che sono riuscito a realizzare il sogno che avevo da bambino.
Diciamo che è un amore corrisposto..
La tua vita artistica racconta un vissuto ricco di esperienza e di tanto lavoro: come riesce un attore a conciliare la vita artistica con quella quotidiana?
In realtà non credo che la vita dell’attore sia molto diversa da quella di qualsiasi altro lavoro.
A volte ti lascia poco tempo per le altre cose e volte anche troppo.
Sei in fondo un libero professionista che viaggia parecchio.
Chi è Giuseppe Cantore quando non fa l’attore?
È lo stesso di quando lo fa o forse il gemello…
Mi piace leggere, mangiare dormire, guardare molta televisione occuparmi della casa, amare
Ma sono tutte cose che riesco a fare anche quando lavoro
Che cosa significa essere attore?
In realtà non ho una risposta sarebbe come chiedere cos’è l’amore
Io ti direi che l’amore è quando pensi a una persona quando ti alzi dal letto la mattina e quando vai a dormire la sera e tutto il tempo tra i due avvenimenti (e magari te la sogni anche di notte!)
Non ho mai immaginato di fare altro, o forse ho sempre sognato di fare tutto ma solo per finta, per gioco
Con quale regista ti piacerebbe lavorare?
Con Alessandro D’Alatri a teatro perché ci ho lavorato solo a cinema e in pubblicità.
Per il cinema mi piacerebbe lavorare con Tornatore.
Antonio Iorio