CAMPI FLEGREI/ Dieci scosse nella notte fanno tremare il territorio: la più forte di 3.2

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di Eva Martino
POZZUOLI – Dieci episodi sismici distinti hanno interessato l’area flegrea nella scorsa notte, generando preoccupazione ma rientrando, secondo gli esperti, in un contesto di spinta modesta e sotto controllo. La prima sequenza si è verificata tra la tarda notte e le prime ore del mattino nella zona compresa tra la Solfatara e i Pisciarelli. Un’attività sismica superficiale, legata con ogni probabilità a un impulso di gas in risalita che ha innescato un aumento momentaneo dell’energia in profondità, tra Lucrino e Bagnoli, per poi spostarsi nei livelli più superficiali della caldera, concludendo l’episodio.

LA PIU’ FORTE – Diversa, invece, la natura della seconda sequenza, registrata intorno alle 5:00 ai piedi di Cigliano, a circa 2,7 km di profondità. Secondo le prime valutazioni, questi eventi non sarebbero direttamente collegati alla precedente attività tra la Solfatara e i Pisciarelli, ma piuttosto riconducibili a un accumulo di stress sismico nella zona occidentale del cratere. Non si esclude che la sequenza precedente possa aver “stimolato” indirettamente la liberazione di energia in quest’area. «Avevamo ipotizzato che in quella zona potessero verificarsi eventi di magnitudo attorno al 3, e la scossa principale registrata a Cigliano – di magnitudo 3.2 – conferma questa lettura», afferma Carlo Migliore, dottore in scienze geologiche. «Si tratta di una fisiologica “valvola di sfogo” di una spinta che resta contenuta, ma che ciclicamente trova vie di rilascio». L’andamento delle ultime ore resta dunque coerente con una dinamica di fondo già nota, senza segnali di escalation. Gli esperti continueranno a monitorare la situazione in attesa di ulteriori sviluppi.

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