CALCIO NAPOLI/ Tiene ancora banco il caso San Paolo: il presidente vuole garanzie

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di Salvatore Di Lorenzo

Napoli StadioSanPaolo
Stadio San Paolo

CALCIO – Ormai è un vero e proprio caso, un caso che tiene banco da mesi, ma che ad oggi non ha ancora trovato una soluzione. Il San Paolo deve essere una priorità sia per la società azzurra che per il comune. Parliamoci chiaro: Lo stato in cui versa il San Paolo è una vergogna, una squadra che ambisce a traguardi importanti e ambiziosi non può essere rappresentata da un impianto fatiscente come quello di Fuorigrotta. Il presidente va dicendo da tempo, e lo ha ribadito ieri, di essere intenzionato a fare tutto il possibile per dotare il club azzurro di uno stadio all’altezza dei propri sogni. Ma lo stesso De Laurentiis è stato chiaro su cosa chiede in cambio: leggi che tutelino i soldi spesi per ristrutturare e rendere più moderno il San Paolo. L’Italia, sotto questo punto di vista, appare indietro di anni luce rispetto alle altre realtà europee (si prendano a paragone lo stesso San Paolo con stadi del calibro del Bernabeu, dell’Old Trafford, dell’Allianz Arena, del Camp nou).

LA GESTIONE DEL CALCIO – Eppure i punti salienti sui quali gli altri campionati eurpei hanno costruito le proprie eccellenze non sono difficili da inquadrare. In Primis fra tutti la responsabilizzazione delle società: in Gran Bretagna sono le stesse società calcistiche che gestiscono la sorveglianza all’interno degli impianti, questo in parte accade anche in Italia ma lo si all’italiana….. è questo il vero problema. Altro elemento importante riguarda la ristrutturazione degli impianti, è anche sotto questo aspetto l’Italia appare molto indietro rispetto al resto d’Europa: in Inghilterra e Germania gli impianti sono stati rivisti con l’obbligo di avere solo sediolini numerati. I club tedeschi hanno anche la possibilità di espellere i tifosi più violenti. In Spagna non si possono introdurre bandiere o aste, e i tifosi più violenti possono essere espulsi dai 3 ai 6 e più mesi.

REGOLE RIGIDE – La Francia ha adottato delle regole molto rigide, che in molti casi prevedono addirittura la galera in caso, ad esempio, di lancio di oggetti in campo, o introduzione di bandiere e aste all’interno degli impianti, fino al sfoggio di simboli xenofobi e razzisti. De Laurentiis si è detto pronto, come si è detto, a fare tutto il possibile, ma non è uno sprovveduto e vuole garanzie: “che i soldi che eventualmente investirà non saranno poi vanificati dall’atteggiamento di teppisti che hanno come unico scopo quello di fare casino”.

 

Redazione

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