Oggi pomeriggio alle 18 incontro, presso la libreria Pacifico di Caserta, con lo scrittore Pino Imperatore che ha presentato il secondo libro della saga familiare Esposito, Bentornati in casa Esposito. Dopo Benvenuti in casa Esposito (Giunti Editore, 2012), primo libro della fortunata serie, lo scrittore milanese di origine napoletana – tornato nei luoghi di provenienza: adesso vive ad Aversa e lavora a Napoli, e dal 2005 è anche responsabile della sezione “Scrittura Comica” del Premio Massimo Troisi – ha dato alle stampe Benvenuti in casa Esposito (sempre Giunti), che riprende le vicende tragicomiche di una famiglia camorrista, ma sui generis. Breve sintesi del primo capitolo: Tonino Esposito vive in uno dei quartieri più antichi della Napoli storica, il rione Sanità, quello di Totò. Orfano di un potente boss di camorra, potrebbe vivere di rendita con i soldi che mensilmente riceve dai clan, ma si è messo in testa di fare la stessa carriera del padre. Non ci riesce, però, diventando così un antieroe pacchiano che si avviluppa farsescamente sul suo stesso personaggio, un comune estorsore senza scrupoli, un debole, un perdente. Bentornati in casa Esposito è il proseguimento dell’analisi di una città dura e difficile, ma anche spassosa e maldestra. Attraverso il protagonista di Tonino Esposito, l’autore s’impegna di nuovo nella scomposizione della Napoli camorristica scrivendo un libro “nero” d’indirizzo umoristico. Il libro gioca, infatti, sullo smantellamento del “sistema” in chiave comica ma non è meno efficace nell’attacco alla malavita di altri testi più diretti nella denuncia, dimostrando l’inutilità, la banalità e quel lato selvaggio che attacca la città da ormai troppe generazioni, oltre a un territorio sempre più vasto. Imperatore ha accolto il pubblico rispondendo alle tante domande (presente anche una prof con un gruppetto di alunni) e ha spiegato che la sua intenzione era raccontare la camorra da un altro punto di vista, solo in apparenza più leggero che, però, non rende affatto simpatico il protagonista né lo fa diventare meno mediocre e disumano di quello che è, essendo il prodotto di una sottocultura malata. L’approccio umoristico è caro a Pino Imperatore, che nel 2001 ha ideato e fondato a Napoli il Laboratorio di scrittura comica “Achille Campanile” e collabora con vari comici, tra cui Alessandro Siani. E, diciamolo, affrontare il tema della criminalità attraverso la riflessione comica è senza dubbio una sorta di sfida e una novità nel panorama editoriale di genere. Pino Imperatore è personalmente impegnato nella lotta alla camorra e si è detto sempre più fiducioso negli organi d’informazione per un’appropriata divulgazione informativa che parli a largo raggio delle operazioni e degli eventi anticamorra. La storia – i cui libri probabilmente presto diventeranno tre – è in fase di adattamento teatrale insieme all’attore comico Paolo Caiazzo, mentre la Colorado Film ha acquistato i diritti. Se per farne una fiction o una serie Tv, è ancora da definire.
Claudia Verardi