
NAPOLI – Scrittori, metropolitana e arte. Sono questi gli ingredienti che hanno danno vita ad un interessante progetto didattico realizzato da una editor manager napoletana e da una fotografa freelance. L’incontro di queste due professioniste si chiama Under Ground – Interazioni nei sottosuoli dell’arte, una mostra fotografica in esposizione fino al 2 febbraio nello spazio eventi della Feltrinelli di via Santa Caterina a Chiaia. Venti scatti per venti pose diverse, che vedono volti e gesti di alcuni tra i maggiori rappresentanti della letteratura contemporanea di Napoli coinvolti, come veri attori sulla scena. Obiettivo: esprimere l’interazione possibile tra le installazioni che impreziosiscono le Stazioni dell’Arte della Metropolitana e il soggetto umano che quotidianamente ne fruisce.
TEATRO NEL SOTTOSUOLO VELOCE – I contenuti ludici di Salvator Rosa, le provocazioni dell’arte povera in Dante, le profonde acque blu della stazione Toledo, le connessioni digital-letterarie in Università e le altre nella Linea 1 non sono follie artistiche o architetture deformate. Troppa distrazione e fame di tempo spesso impediscono ai passanti di far propria questo tipo di creatività. Nel tentativo di educare occhi e animi, Anna Petrazzuolo si è cimentata in una sfida didattica: «Credo che nel momento in cui l’artista consegni al pubblico una sua opera, essa entri nella visione critica di ciascuno in modo soggettivo e libero. Ho seguito un’ispirazione personale scegliendo di coinvolgere coloro che sono nel mio ambiente di lavoro, gli scrittori, senza far parlare la penna, ma in una performance muta». Dietro alle fotografie realizzate da Maria Teresa Gargiulo, esperta di comunicazione in ambito sociale e culturale, ci sono ben due anni impegnati di studio meticoloso delle opere e di copioni ad hoc in cui gli astanti si sono calati semplicemente con divertita partecipazione.
Così, in stazione Museo, l’espressione concentrata di Maurizio Ponticello rafforza la potenza dei primi piani di Anamnesi di Mimmo Jodice; in Vanvitelli, la Spirale di Mertz cinge come aureola luminosa un Francesco Costa show man e in stazione Università Angela Cilento completa un suggestivo dittico con il profilo di Dante in un vestito che riprende le stesse cromie acide delle scale, mentre dal lato opposto Francesco Durante omaggia con un girasole l’angelica immagine di Beatrice che foto appare come Madonna.
RIPARTIRE DAL BELLO – Dalla mostra traspare la volontà di esprimere quella ricerca di dialogo con gli ambienti e la possibilità di trovare una propria interazione con volumi e figure che non rimangono solo meri elementi decorativi o funzionali. È la resa fotografica dunque di un vero museo sotterraneo, un luogo sotto il livello del mare dove l’obiettivo ha catturato non solo estetica, ma anche la possibilità più profonda di una ricerca interiore.
«Napoli ha bisogno di ripartire dal bello, dalla cultura e anche dalla stessa estetica per nutrire di nuovo lo spirito delle persone. Bisogna aumentare la sensibilità e la sensibilizzazione verso la l’arte per ritrovare quell’ingentilimento che forse manca da parecchio – crede fortemente l’editrice -. E questa mostra è un regalo personale che offro alla mia città, alla quale sono molto legata».
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Giovanni Postiglione