NAPOLI – Si è tenuta questa mattina la celebrazione del 70esimo anno dalle quattro giornate di Napoli, presso il Liceo Sannazaro nel quartiere Vomero. Il luogo designato non è casuale dato che fu proprio questo il punto del quartiere in cui furono deposti i corpi degli eroici caduti, fra cui Adolfo Pansini simbolo dei partigiani napoletani. La celebrazione è stata organizzata da A.N.P.I. , Istituto Campano per la storia della Resistenza (Vera Lombardi), Liceo Sannazaro e V Municipalità; «sono qui per testimoniare l’importanza civica del sacrificio di questi ragazzi che hanno dato la vita per la propria città e per la libertà di tutti gli italiani – racconta il cardinale Crescenzio Sepe – vogliamo raccogliere questo testimone e lanciarlo ai nostri giovani perché prendano ad esempio i nostri eroi».
IL PRESIDENTE COPPETO – Dopo la benedizione delle aule effettuata dal cardinale Sepe, i convitati sono saliti sul palchetto predisposto davanti a due lunghe file di studenti. La parola al presidente della V Municipalità, Mario Coppeto, introducendo alla manifestazione: «Ringrazio a nome della Municipalità il Cardinale per aver accettato immediatamente l’invito degli organizzatori. Volevo ricordare in quest’occasione l’importanza di quelle giornate esaltanti e drammatiche; Napoli è città medaglia d’oro al valore per la Resistenza. Noi abbiamo dato la democrazia all’Italia».

LA TESTIMONIANZA DI AEDO VIOLANTE – Prende poi la parola un testimone diretto di quei giorni Aedo Violante, il suo racconto è commovente: «non farò discorsi ma porterò una testimonianza. Ricordo le scene di quei giorni; le salme era poste su quegli stessi banchetti dove molti di noi fino a pochi mesi prima studiavamo. Vicino alle salme di questi eroi c’erano solo donne; mamme, sorelle, parenti e compagne dei caduti. Ricordo il professore Scognamiglio, che insengnava fra queste mura, che leggeva i nomi degli eroi a mano a mano che venivano trasportati verso il campo sportivo. All’ultima salma il professore fermò la lettura e urlò: “Amici combattenti attenzione! Esce ora Adolfo Pansini” l’eroe mitragliato e massacrato per aver combattuto per la libertà».
LA VOCE DEL SINDACO – Da rappresentante dell’amministrazione comunale e del sindaco Luigi de Magistris prende la parola Anna Maria Palmieri, assessore all’istruzione, che afferma: «Quest’iniziativa dimostra quanto il territorio si stringa attorno alla propria memoria. Credo che il caso abbia voluto che questa mattina mentre venivo qui, leggessi questa frase di Focault: “Il sapere che apprendiamo non ci seve solo a imparare, ma a prendere posizione nel mondo”. Dobbiamo dare ai nostri ragazzi il mondo per cui abbiamo tutti lottato perché lo custodiscano e lo rendano migliore. Dobbiamo evitare inoltre di tenere a tutti i costi i nostri ragazzi lontani dal dolore; questo sarebbe un errore, il dolore ci sta sempre intorno dal vicino al quartiere affianco. Anche raccontando il dolore si formano degli adulti consapevoli».

LA BENEDIZIONE DEL CARDINALE – Prende poi la parola il cardinale Sepe che ironizza sul fatto di avere la stessa età delle Quattro Giornate di Napoli. Prosegue poi il porporato «Questo tipo di celebrazione si può dire abbia accompagnato tutti gli anni della mia vita; sono nato soli pochi mesi prima di quel settembre. Manifestazioni come queste rappresentano l’importanza della memoria che dobbiamo trasmettere ai nostri ragazzi». Al termine dell’intervento Sepe riceve una targa commemorativa della giornata e ringraziando saluta i presenti: «Dio vi benedica e ‘a Maronna v’accumpagna».
Marco Coppola