di Marco Coppola
NAPOLI – È stata una lunga marcia quella mossa dai movimenti antagonisti napoletani nella giornata di ieri. Un lungo cordone di centinaia di manifestanti era composto da comitati, associazioni, movimenti, gruppi politici e sindacali. Tutta la Napoli di movimento era presente in piazza per opporsi alle ricette renziano -europeista nel giorno in cui si sarebbe dovuto svolgere a Torino il summit sulla disoccupazione, poi rinviato per motivi di ordine pubblico. I movimenti hanno quindi chiamato alla partecipazione per opporsi a questa ulteriore prova di debolezza da parte di chi governa le sorti dell’Italia e dell’Europa e promosso il controsemestre europeo, in opposizione al semestre europeo con presidenza italiana.
IL CONTROSEMESTRE POPOLARE – Igor Papaleo, segretario della sezione Napoli Centro del P.Carc, racconta: «Il controsemestre popolare è per noi un ambito di coordinamento delle forze operaie e popolari attive in questa città; attive nella riacquisizione dell’agibilità politica, sociale e democratica, di quelle forze che lavorano alla costruzione di un altro modello di città – continua Papaleo – è un ambito di coordinamento delle vertenze, che troveranno soluzioni solo se si guadagnano un terreno politico. Il controsemestre è un momento di dibattito teorico e culturale sui modelli alternativi. Rivendichiamo qui la nostra presenza e la possibilità di autorecupero di una città piegata dalla crisi e dall’incompetenza delle autorità, che anziché agevolare l’iniziativa popolare praticabile promuove gli interessi dei privati – conclude il segretario dei Carc di Napoli Centro – il diritto alla casa, agli spazi aggregativi e sociali, fulcro della costruzione di una città solidale, sono in questo senso portate su un piano più politico di contesa di pezzi dell’esercizio del potere in questa città; ci costituiamo come autorità popolari in grado di costruire un’alternativa vera senza ulteriore delega, ma fondandoci sul protagonismo popolare».
IL CORTEO – Tanti i temi e le proposte che era possibile leggere sui volantini, gli struscioni e le locandine affissi durante la manistestazione: «risposte e risorse pubbliche contro l’emergenza abitativa; blocco degli sfratti per morosità incolpevole; contro il piano Lupi che attacca le lotte per l’abitare , contro la svendita del patrimonio pubblico, per il riutilizzo sociale delle strutture dismesse; per sottrarre lo spazio pubblico alla privatizzazione, per difendere i diritti per tutti contro la rendita e la speculazione di pochi; Contro la precarizzazione sociale e lavorativa». Va segnalato che tutte le realtà che hanno messo in piedi occupazioni a scopo abitativo, aggregativo o culturale hanno in quest’occasione fatto quadrato e unito le forze come si legge nel comunicato principale della manifestazione: «mentre il governo Renzi apre il semestre di presidenza europea all’insegna delle politiche di deregulation e privatizzazione e attacca su scala nazionale i movimenti con sgomberi e repressione in quasi tutte le città».
L’ALTERNATIVA PROPOSTA – La differenza tra questa manifestazione e le rivendicazioni solite da piazza è la massiccia proposizione di alternative di governo, organizzazione e di gestione della società. Lo stesso Igor Papaleo propone: «Per tutti i motivi elencati invitiamo alla partecipazione alla Festa di Riscossa Popolare, vero esperimento di protagonismo popolare e del coordinamento di cui parlavo in precedenza; la costruizione di una società alternativa e di una politica diversa con al centro quelle organizzazioni operaie e popolari che stanche di limitarsi alla pura rivendicazione sono divenute il centro della costruzione del Governo di Emergenza Popolare; l’unico governo capace di far fronte agli effetti più nefasti della crisi».