È stata presentata ieri, presso il caffè letterario Intra Moenia, la sedicesima stagione del teatro Il Primo.
Filo conduttore dei 15 spettacoli previsti è la resistenza, “vista non solo come resistenza contro l’indifferenza delle istituzioni che dovrebbero rappresentare noi cittadini, ma anche contro la logica del profitto e la morte della parola, ovvero della voglia di comunicare”, queste le parole del direttore artistico Arnolfo Petri.
Forte è quindi la necessità di ribellarsi ad un’epoca nella quale non ci si riconosce più, in cui prevale la legge del “chi più possiede, più vale”, per riapproprirsi della bellezza dello stare insieme, della convivenza morale.
Protagonisti degli spettacoli sono i “violentati dell’anima”, donne e uomini succubi della dittatura della parola, componenti quasi invisibili di una società che non li ascolta.
A questo proposito non poteva mancare Identitaria, rassegna di cultura omosessuale, in nome dell’orgoglio e del senso di libertà che dovrebbero prevalere sempre in ognuno di noi.
Temi comuni a tutte le rappresentazioni sono dunque l’amore, la ribellione dopo la sconfitta e la violenza, sia subita che perpetrata.
Oltre a questi 15 diversi modi “per ritrovare la propia umanità”, assisteremo anche a due interessanti rassegne: Sipari di emergenza, con tre progetti di giovani autori e Parole Alate, dove teatro e letteratura si fondono.
La stagione sarà inaugurata da Tutto di un cretino di Roberto Russo il 18 ottobre. Sta quindi per partire questa “zattera” di artisti caratterizzata da un progetto più che interessante e tutto da scoprire!
Magdalena Sanges