20 maggio 2012: Paolo Cannavaro alza la Coppa Italia da capitano del Napoli. Un sogno per ogni tifoso azzurro. Un sogno che neanche il fratellone Fabio è riuscito a realizzare. La carriera di Paolo Cannavaro è racchiusa tutta in quel momento. Il suo sogno, però, comincia tanto tempo prima.
Stagione ’98-99: Paolo esordisce in prima squadra contro il Verona, all’età di 17 anni. L’anno dopo lascia Napoli e va al Parma dove ritrova il fratello Fabio. Dopo 8 anni in Emilia (con una parentesi al Verona, in prestito). Paolo torna a casa, nel Napoli appena promosso in B e che vuole tornare subito in A. A fine anno la missione è compiuta e Cannavaro è già un pezzo di storia del Napoli. Negli anni seguenti, tante emozioni: la qualificazione in Champions, lo scudetto sfumato e la convocazione in Nazionale. Fino ad arrivare a quel 20 maggio di due anni fa. Il momento più alto della sua storia e della storia del nuovo Napoli di De Laurentiis. Con l’arrivo di Benitez, però, Cannavaro finisce ai margini della prima squadra. Il capitano azzurro, sotto la guida dell’allenatore iberico, gioca poco, e quando gioca non sembra metterci la grinta di un tempo. La fine della storia tra Cannavaro e il Napoli arriva contro la Roma, all’Olimpico. Paolo entra alla fine del primo tempo e commette due errori decisivi che regalano la vittoria ai giallorossi. Da allora non giocherà più un solo minuto con la maglia azzurra. La cessione a gennaio è inevitabile.
Lo prende il Sassuolo che gli dà subito le redini del comando, concedendogli la fascia di capitano. Ma il destino, si sa, è amante degli scherzi; domani Cannavaro e il Napoli, 15 giorni dopo essersi separati, saranno di nuovo a combattere sullo stesso campo. Questa volta, però, saranno l’uno contro l’altro.
Danilo De Gennaro