NAPOLI – Il New York Times ha stilato una classifica di sette edifici europei e statunitensi brutti ma dei quali si chiede la tutela. Due degli edifici sono in Francia, a Parigi; due sono negli Stati Uniti, entrambi nello stato di New York, gli altri tre sono a Londra, Napoli e Berlino. A Napoli si tratta delle famose Vele di Scampia. Alexandra Lange, una critica d’architettura ha chiesto ad alcuni famosi architetti di spiegare il bello di questi edifici considerati brutti e quindi da abbattere.
FALLIMENTARIA LA GESTIONE – Ada Tolla ha analizzato le Vele di Scampia, progettate da Franz Di Salvo e costruite negli anni Sessanta e Settanta a Napoli, la Tolla ha detto: «Se qualcuno mi mostrasse quel complesso di case senza aggiungere la sua storia e il suo contesto, lo considererei un’opera architettonica molto rilevante». Tolla ha detto che le Vele, quando furono concepite, rappresentavano qualcosa di molto positivo, ottimista e progressista: «Le Vele non sono un fallimento architettonico, il fallimento furono la realizzazione e la gestione che se ne fece».
V.L.