di Vincenzo Vinciguerra
NAPOLI – «E’ lui», esclama la vittima indicando la foto segnaletica. Ma non è un malvivente qualsiasi, si tratta di Gianfranco Montuoro, il 40enne napoletano, pregiudicato con obbligo di firma. Siamo a via Toledo, in orario infernale, sono circa le 13, tra un via vai di turisti e cittadini. Ma questo al rapinatore non fa una piega. Si avventa comunque su un turista francese, cogliendolo di spalle, gli afferra il braccio e glielo storce quasi per rompergli il polso sinistro e con violenza gli sottrae l’orologio, un Rolex modello Data Just dal valore di 4000 euro. La vittima istintivamente si volta verso di lui, opponendogli resistenza, e proprio allora lo guarda in volto e focalizza i tratti somatici del malvivente.
LA FUGA – Come una gazza ladra, col bottino stretto tra le mani, Montuoro fugge via a bordo di uno scooter guidato dal suo complice. Il volto del secondo uomo non viene memorizzato dal francese, ignara anche la targa del mezzo usato per la fuga. Impaurito e dolorante la vittima si avvicina a una pattuglia dei Falchi della sesta sezione della Squadra Mobile di Napoli. A loro racconta della rapina avvenuta pochi minuti prima nella vicina via Speranzella. Il malcapitato con forti dolori al polso viene accompagnato all’ospedale Pellegrini dove gli viene diagnosticato un trauma contusivo con escoriazioni al polso sinistro. Guaribile in dieci giorni. Intanto vengono avviate subito le indagini per individuare il rapinatore e il suo complice. Alcuni testimoni notano e segnalano agli agenti il motoveicolo usato per la fuga: di colore scuro parcheggiato in via Sergente Maggiore sul quale viaggiavano due uomini a bordo aggirandosi nei vicoli adiacenti con fare sospetto.
LA TARGA – E’ stata proprio la targa a far risalire al suo intestatario Gianfranco Muontuoro residente in via Egiziaca a Pizzofalcone ben noto alle forze dell’ordine per casi di droga. Il pregiudicato viene poi riconosciuto in fase di denuncia dallo stesso turista francese che indica la foto di Montuoro tra i segnalati. Due ore dopo dalla rapina gli agenti della Questura di Napoli, con la testimonianza della vittima e la targa del veicolo usato per la fuga, si recano nell’abitazione del rapinatore. Ad aprir loro la porta è la moglie, ed è proprio ella ad ammettere che il marito manca da casa da diversi giorni, raramente vi faceva ritorno, e aggiunge che il congiunto è consumatore di cocaina.
SI COSTITUISCE – Secondo la consorte sarebbe proprio lo stupefacente la causa della delinquenza attuata dal marito al fine di procurarsi il denaro. Accertata la sua assenza da casa gli agenti si danno alla caccia dell’uomo, ricevendo poi la notizia dalla direzione del carcere di Carinola dove il malvivente si presenta per costituirsi. Gli stessi consegnano a Montuoro un biglietto di presentazione presso la Questura di Napoli, ma l’uomo recidivo non si presenta. Gli agenti decidono di coglierlo di sorpresa alla stazione dei carabinieri di Chiaia, ieri mattina, dove l’uomo ha l’obbligo di firma, ma anche lì non si reca. La sorte ha voluto che negli stessi attimi Montuoro stesse giungendo proprio alla Questura di Napoli per costituirsi. Lì sarà poi riconosciuto dal turista francese. Per Montuoro, dopo 4 giorni di latitanza, si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale.