Napoli, inizia l’era di Rafa Benitez

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Crescita. Questo è il termine che ha contraddistinto la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico del Napoli Rafa Benitez. Centinaia di giornalisti, provenienti anche da altri paesi, hanno preso parte all’evento che si è tenuto nel centro sportivo del Napoli a Castel Volturno. L’arrivo di Benitez a Napoli rappresenta un altro importante passo verso il processo di internazionalizzazione non solo della società, ma anche della città intera, voluto dal Presidente Aurelio De Laurentiis.

Benitez ha già fissato i suoi obiettivi. Non si sente di fare promesse ai tifosi, anche perché lo sport non permette di farne, ma il suo unico pensiero è quello di contribuire in quel processo di crescita che la squadra ha intrapreso nell’ormai lontano 2004. Crescita che può contare sui formidabili risultati ottenuti dalla società sul fronte del fair play finanziario.

Le aspettative da parte del popolo azzurro sono tante, visto che il tecnico madrileno si presenta nel capoluogo campano con un curriculum di tutto rispetto: due campionati spagnoli, una coppa d’Inghilterra, una Community Shield, una Supercoppa italiana, due Europa League, una Champions League, una Supercoppa UEFA e un Mondiale per club, che fanno di lui un tecnico copetero. Inoltre è l’unico allenatore, insieme a Udo Lettek, ad aver vinto tre coppe europee con tre squadre diverse.

Se il neo tecnico del Napoli è stato accolto con grande entusiasmo dalla maggior parte dei tifosi, c’è ancora una parte di essi che non ha dimenticato la sua sfortunata esperienza in Italia sulla panchina dell’Inter. Nonostante la stagione travagliata lo spagnolo riuscì comunque a portare a casa un trofeo. Ed è proprio in quelle situazioni difficili e di conflitto, con la società o con i tifosi, che Benitez riesce a tirar fuori il meglio di sé. Per di più ha dichiarato di non sentire affatto la pressione dell’ambiente dopo l’esperienza in nerazzurro.

Rafa, o per dirla alla napoletana Rafè, come già si è presentato in conferenza, si sente molto vicino dal punto di vista caratteriale al popolo di Napoli. Spagnolo e mediterraneo, ha in mente grandi progetti per la sua nuova squadra, anche se di mercato non ha voluto parlare. Certo è che non ha intenzione di ripetere lo Spanish Liverpool della stagione 2004/2005, quando conquistò la Champions League contro il Milan con ben cinque spagnoli in rosa, dichiarando che “non importa se sono spagnoli, l’importante è che sono bravi”.

In attesa di conoscere il futuro di Cavani, i tifosi potranno contare su un allenatore bravo e vincente, che prima ancora di esordire sulla panchina del San Paolo ha già un record: è l’allenatore più titolato della storia del Napoli.

Alfredo Spedicato

 

Redazione

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