NAPOLI – La città cade a pezzi. Dopo il tragico crollo della Galleria Umberto I che ha travolto e ucciso il 14enne di Marano, ieri sera anche la galleria Principe ha perso pezzi. Oggi è la volta del Palazzo Reale. Frammenti del cornicione dell’edificio, che dà su piazza del Plebiscito, sono caduti al suolo. La zona è stata transennata, sul posto giunti gli agenti della Questura e della Municipale. Una vera e propria psicosi si sta diffondendo tra cittadini e turisti, si ha paura di camminare vicino ai palazzi e alle gallerie storiche della città, la gente passeggia guardinga e spaventata.
ERBA E UMIDITA’ SUI FRONTONI – «Sul cornicione del palco reale – denunciano Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della Radiazza – da cui c’è stato il piccolo crollo sono cresciute erbacce e sterpaglie e ci sono ampie macchie di umidità. Possibile mai che nessuno se ne sia mai accorto? Come può la Soprintendenza di Napoli tutelare i beni monumentali di Napoli se il primo edificio a perdere pezzi e ad essere mal gestito e proprio la sua sede? Di chi è la colpa se anche il Palazzo Reale cade a pezzi ed è usato come parcheggio privato? E’ vero che in questi giorni così drammatici il soprintendente è in vacanza e non ha ritenuto suo dovere di tornare subito in città? Questo crollo del Palazzo Reale (sede proprio della soprintendenza) che poteva essere l’ennesima tragedia è oramai il simbolo di una città che cade a pezzi tra il disinteresse e l’incuria innanzitutto di coloro che dovrebbero rappresentare le istituzioni».
ANTICIPATI I LAVORI DI RESTAURO – I lavori di rifacimento della facciata dell’edificio storico, che è anche sede della Sovrintendenza ai Beni monumentali, dovevano partire il prossimo 21 luglio. E’ stato deciso di anticiparli e già questo pomeriggio verrà effettuato un sopralluogo tecnico per il via libera al restauro.