NAPOLI – La mostra personale di Luca Pignatelli al Museo di Capodimonte chiude con un importante riconoscimento all’artista. Pompei, la grande opera del 2014 (400 x 670 cm.) entra a far parte della collezione permanente del Museo nella quale figurano i più significativi artisti internazionali: Alberto Burri, Anselm Kiefer, Mimmo Paladino, Jannis Kounellis, Sol LeWitt, Andy Warhol, solo per citarne alcuni. Pompei è un’opera che ha il compito di segnalare l’ingresso nell’area di consapevolezza fenomenologica del ricordo: una rete strutturale, quella che sostiene la formalità esteriore, svestita di tutti gli orpelli figurativi, che si mostra nuda, nella pienezza della sua funzione di pattern geometrico svelato a rappresentare i resti di un contenuto antropico perduto e il mito del crollo archetipo della solidità rassicurante.Luca Pignatelli, uno tra i più interessanti artisti internazionali contraddistintosi negli ultimi vent’anni per la capacità di intraprendere una ricerca originale, ricca di riflessioni e di spunti critici sul tema della memoria, nasce a Milano nel 1962, città nella quale ancora oggi vive e lavora. Il suo lavoro conosce una risonanza di portata internazionale sin dagli anni Novanta. Ricordiamo tra le personali più recenti: Istituto Nazionale per la Grafica, Roma (2011), 53° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, (2009), Mamac di Nizza (2009). Tra le numerose mostre collettive sono da ricordare: Museo MAXXI, Roma (2010), Miami Biennale (2010), 53° Esposizione Internazionale d’Arte Biennale di Venezia (2009).La mostra di Luca Pignatelli, a cura di Achille Bonito Oliva, in corso al Museo di Capodimonte è visitabile fino a martedì 15 luglio 2014.
Redazione