Il protagonismo dei vini a Napoli: Vitignoitalia 2013

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Grande successo per l’ormai famosa rassegna che promuove i vini e i territori vitivinicoli italiani nella suggestiva location del Castel dell’Ovo sul Lungomare Liberato.

 

Le calde mura di tufo del Castel dell’Ovo di Napoli si sono confermate, anche nel 2013, quale prestigiosa scenografia della IX edizione del Vitignoitalia dal 2 al 4 giugno, richiamando “a corte” addetti al settore, professionisti, sommelier e produttori, amatori e dilettanti, tutti pronti a rendere omaggio al sempre amato vino italiano.

Un matrimonio perfetto, quello tra i suggestivi ambienti dello storico castello medievale fondato sul mare – ormai sede dell’evento dal 2009 – e le circa duecento aziende vitinicole che hanno esposto le loro “bottiglie migliori”, rivaleggiando quasi come in una gara dove l’importante è partecipare. Al di là della diversità dei nomi, dei colori, delle regionalità e dei segreti di produzione, il comune denominatore voluto dagli organizzatori  è stato quello di far conoscere e di promuovere il vino made in Italy. E il binomio vino-territorio è uno dei punti forti della kermesse, credono fortemente nel legame tra la storia del vino e la storia del suolo in cui nasce, perché ogni “etichetta” racchiude in sé una propria identità.

Dunque, Vitignoitalia 2013 è stato ancora una volta un viaggio alla scoperta dell’Italia in nome del vino: dalla Campania alla Toscana, salendo su nei vigneti del Veneto e del Trentino, passando per la Sardegna e per la Sicilia, le regioni forti nella produzione del “divino nettare degli dei” c’erano quasi tutte. L’interno delle segrete del castello sono state allestite in modo molto accurato, pulito ed ordinato: ogni cantina ha esposto i propri vini su postazioni realizzate in materiali eco-compatibili provenienti dalla raccolta differenziata (rispettando così rigorosi standard ambientali, sociali ed economici), corredate da ripiano in vetro trasparente con fondo bianco, studiato per permettere una migliore analisi del colore e della luce del prodotto degustato.

 

Il programma di eventi stilato è stato fitto di appuntamenti e momenti davvero interessanti: conferenze didattiche sulla degustazione, sulla presentazione di vini e di cantine tipici della Campania (nomi forti dell’area vesuviana, dei vitigni storici dell’Irpinia o della piana di Paestum) sui legami tra arte, storia e vino, work-esperience, abbinamenti food&wine. E non sono mancati premiazioni e riconoscimenti. Da segnalare, quest’anno, la presenza graditissima di quattro importanti marchi di consorzi di tutela dei grandi formaggi italiani dop, che sono stati letteralmente “presi d’assalto”: Mozzarella di Bufala Campana, il Gorgonzola, il Pecorino romano e il Parmigiano Reggiano, con special guest  Pastificio dei F.lli Di Martino.

Sono sicuramente molti i vini da encomiare, e la scelta rimane sempre personale o funzionale in base all’occasione per la quale si sceglie una bottiglia, sia esso un bianco, un rosso, un rosato o un frizzantino. Tra le migliori degustazioni merita un’attenzione particolare il Gattinara, famoso vino piemontese, dal nome del comune vercellese in cui viene prodotto.

Dopo trentasei mesi di barique, all’impatto il gusto alcolico dei 13 gradi è forte e caldo, proprio come il suo colore rosso granito, ma niente paura: si abbatte facilmente con l’abbinamento di formaggio o carni grasse cucinate al sugo. La bottiglia ha fatto bella mostra di sé con una particolare design moderno e con l’etichetta originale disegnata a matita, ma stampata con la nuova tecnologia digitale.

Forte è stata la risposta dei partecipanti, molti i cittadini napoletani di cui soprattutto fasce giovanili, ma soprattutto graditissima e sempre di buon segno la presenza anche di turisti stranieri.

A tutti loro, compresa nel prezzo del ticket di ingresso, è stata consegnata, come secondo consuetudine di Vitignoitalia, una carinissima tracolla reggi-calice, indispensabile strumento di caccia alla fragranza preferita.

 

Testo e foto a cura di Giovanni Postiglione

Le brevi informazioni tecniche sulle degustazioni dei vini citati nell’articolo sono state fornite dall’aspirante sommelier Ettore Guarro iscritto all’A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier)

Redazione

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