di Vincenzo Vinciguerra
NAPOLI – Preparare le nuove generazioni ai mutamenti individuali partendo dalla considerazione che non è la sola biologia a determinare cosa sia una donna oppure un uomo, ma anche la società e la cultura influenzano e indirizzano la conformazione dei ruoli maschili e femminili. Processi delicati su cui la sociologia sta riflettendo sezionando e presentando il Genere in tutte le sue varianti: dal Genere nel welfare al mutamento sociale e familiare fino alle politiche e identità Lgbt ovvero generi come identità plurali sia nel versante del ruolo che dell’orientamento sessuale.

40 STUDI E RICERCHE – E’ stato questo il focus su cui si è incentrato il convegno tenutosi a Napoli “Il Genere nella contemporaneità: tra sfide e risorse” promosso dalla Sezione AIS Studi di Genere in collaborazione con l’Osservatorio LGBT del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Due giorni per 40 studi e ricerche di e sul Genere raggruppati in sei aree tematiche. «Napoli è una città plurale – spiega il docente del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II, Fabio Corbisiero – in cui i generi sono rappresentati storicamente e antropologicamente da una serie di sfumature, in questo Dipartimento, da qualche anno, la mia cattedra porta avanti in maniera robusta e fertile studi su tematiche che riguardano il genere e gli orientamenti sessuali, Napoli si conferma propulsore di dibattiti ed eventi scientifici in cui l’oggetto è il Genere».
IL GENERE COME CONCETTO SOCIOLOGICO – Genere dunque come concetto sociologico che va al di là della differenza tra uomo e donna ma che ha effetti di rottura sulle rappresentazioni sociali, sugli stereotipi, sui valori ma anche su prassi e politiche e, più in generale, sulle relazioni sociali tra donne e uomini, sia nella sfera pubblica-istituzionale sia in quella privata.